Il francese Serge Haroche e l’americano David J.Wineland hanno vinto il premio Nobel per la Fisica 2012. Entrambi sono fisici sperimentali esperti di ottica quantistica. Entrambi, in maniera indipendente e con tecniche diverse, hanno realizzato «trappole per oggetti quantistici». In maniera rigorosa possiamo dire che hanno realizzato contenitori dove isolare e anche manipolare singole particelle preservando la loro natura quantistica. Che è una natura molto diversa da quella degli oggetti macroscopici. Gli oggetti quantistici, per esempio, quando sono isolati si trovano in una superposizione di tutti gli stati possibili. Usando la nota metafora di Erwin Schrödinger possiamo dire che nel mondo dei quanti un gatto è «vivo e morto» nel medesimo tempo. Schrödinger pensava, tuttavia, che questa condizione non solo fosse un paradosso. Ma anche che non si sarebbe mai riusciti a isolare un oggetto quantistico. Con le loro tecniche Serge Haroche e David J. Wineland lo hanno fatto. Dando un contributo empirico alla discussione sui fondamenti della meccanica quantistica. Ma anche gettando le premesse per gli sviluppi delle tecnologie quantistiche. Soprattutto nel campo dei computer, i computer quantistici, e della misura del tempo, ovvero degli orologi.
Fisica ad Haroche e Wineland
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A causa dell’abbandono massiccio delle campagne ogni anno i nuovi boschi guadagnano terreno e, in quasi tutti i casi, scegliamo di non gestirli. Questa ricolonizzazione non gestita rischia di ridurre la qualità ecologica degli ecosistemi agro-forestali, rendendoli meno resistenti al fuoco e più poveri di biodiversità.
Nell'immagine di copertina: Foreste e coltivazioni in coesione tra sviluppo naturale e gestione a Gaiole di Chianti (Siena). Crediti: Enrico Ugo Pasolini
«Ai miei tempi qui era tutta campagna, ci hanno ripetuto i nostri nonni davanti alle periferie delle loro città. È probabile che ai nostri figli noi diremo lo stesso, non davanti ai palazzi di una metropoli ma di fronte al verde di un bosco che fino a pochi anni fa non esisteva: «Ai miei tempi, questa era tutta campagna».