fbpx Esplorando il cosmo. | Page 102 | Scienza in rete

Esplorando il cosmo.

Primary tabs

Read time: 2 mins

Sabato 15 giugno, prima di andare al cinema per assistere al nuovo capitolo della saga di Star Trek, questa volta firmato dal genio di J.J Abrams, gli appassionati di avventure spaziali, che si trovano di passaggio a Cagliari, potranno partecipare all’incontro dal titolo: Star Trek, cosa cerchiamo lassù? Alla scoperta del cosmo sorseggiando un caffè.
Da sempre l’uomo rivolge lo sguardo verso le stelle, provando a capire i segreti dell’Universo e delle Galassie che ci circondano. Per farlo, oggi ci serviamo di strumenti potentissimi, come il radiotelescopio di San Basilio, proprio vicino a Cagliari. Ma fra passeggiate marziane, nuovi studi su pulsar doppie e asteroidi che ci sfiorano, quali sono oggi le nuove frontiere dell’astrofisica? Cosa stiamo per scoprire?
Nel corso del dibattito, a cui prenderanno parte Andrea Possenti, direttore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari e ricercatore INAF e Stefano Giovanardi, curatore scientifico del Planetario di Roma, saranno esaminate le nuove tecnologie utilizzate nell’esplorazione spaziale e si cercherà di capire come è cambiato lo studio del cosmo negli ultimi anni.
L’evento è l’ultimo appuntamento della rassegna “Dialoghi di scienza", un ciclo di sette incontri fra dibattiti e tavole rotonde, promossa da Sardegna Ricerche con il contributo dell’Assessorato alla Programmazione della Regione Sardegna.
Nel corso di questi incontri, che hanno visto una forte partecipazione di pubblico, scienziati e giornalisti, utilizzando un linguaggio accessibile a tutti, hanno cercato di raccontare il presente e il futuro della scienza e della tecnologia.

Appuntamento, allora, dalle ore 16:30 presso il locale Sette Vizi di Cagliari (Mediateca del Mediterraneo, Via Mameli 164/F).

Autori: 
Sezioni: 
Incontri

prossimo articolo

Ricostruire la musica perduta con l'analisi digitale: il caso Giovanni Battista Riccio

Uno spartito musicale immerso in acqua profonda

Un gruppo di ricerca dell’Università di Padova ha realizzato un progetto volto a ricostruire le parti perdute di alcuni brani dell’organista e compositore barocco Giovanni Battista Riccio. La ricostruzione segue tecniche basate sullo studio analitico delle partiture rimaste, e ha consentito di disseppellire dall’oblio musica perduta che nessuno poteva più eseguire. Così, grazie anche all’aiuto dell’analisi digitale della musica, è stata studiata, ricostruita e valorizzata l’opera completa del musicista, aggiungendo un tassello importante alle nostre conoscenze del primo periodo musicale barocco veneziano. Nell'immagine, un frame del video realizzato nel contesto del progetto.

Marina Toffetti è docente di Teorie musicali e di Analisi delle forme musicali e delle tecniche compositive all’Università di Padova, dove dirige da diversi anni un gruppo di ricerca che si dedica alla ricostruzione di partiture barocche: il gruppo ha fatto risorgere la musica di Giovanni Battista Riccio, compositore del primo Barocco veneziano.