fbpx Esopianeta sulla porta di casa | Page 3 | Scienza in rete

Esopianeta sulla porta di casa

Primary tabs

Read time: 2 mins

Grazie allo strumento HARPS gli astronomi dell'osservatorio cileno di La Silla scoprono che nel sistema di Alfa Centauri, la stella più vicina alla Terra, orbita un pianeta di massa terrestre.

L'annuncio dell'importante scoperta, opera di Xavier Dumusque (Osservatorio di Ginevra) e di dieci altri astronomi, è stato pubblicato online su Nature ed è il risultato di quattro anni di attente osservazioni del sistema stellare a noi più vicino: quello di Alfa Centauri. Distante poco più di 4 anni luce, il sistema è formato da 3 stelle in orbita reciproca. Due di esse (Alfa Centauri A e B) sono molto simili al Sole, mentre la terza - nota con il nome di Proxima perché attualmente è l'astro più vicino alla Terra - è una debole stella rossa. L'individuazione del pianeta è stata possibile rilevando le minuscole variazioni nel moto di Alfa Centauri B, un'impresa davvero complicatissima che solamente l'impiego dello spettrografo ad alta precisione HARPS ha permesso di compiere.

Dall'analisi di Dumusque e collaboratori è emerso che la massa del pianeta è di poco superiore a quella del nostro pianeta e la sua orbita si sviluppa a sei milioni di chilometri da Alfa Centauri B, dunque molto più vicino di quanto Mercurio non lo sia al nostro Sole.
Si tratta della prima volta che viene scoperto intorno a una stella molto simile al Sole un esopianeta così simile alla Terra. Per di più la scoperta riguarda una stella davvero a due passi (astronomicamente parlando) dal nostro pianeta.

ESO - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Un piano per affrontare il caldo nelle scuole e come finanziarlo

Interno di un'aula scolastica con banco e lavagna

Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.