Un paio d'anni fa fece molto scalpore uno studio di alcuni ricercatori californiani che, analizzando i sedimenti corrispondenti all'epoca di Clovis - una civiltà nordamericana misteriosamente scomparsa in modo repentino circa 13 mila anni fa - suggerirono che si era in presenza di una catastrofe cosmica. Secondo Richard Firestone (Lawrence Berkeley National Laboratory) e i suoi collaboratori, la concentrazione di alcuni particolari elementi (i cosiddetti impact markers) indicava come il continente nordamericano fosse stato devastato dall'impatto di un oggetto celeste (probabilmente una cometa) con conseguenze tragiche per flora e fauna e con il totale annientamento della fiorente civiltà di Clovis.
Nei giorni scorsi, però, il gruppo di ricerca coordinato da Todd Surovell, archeologo dell'Università del Wyoming, ha pubblicato uno studio che getta seri dubbi sulla teoria della catastrofe. La loro analisi dei sedimenti provenienti da sette siti risalenti all'epoca della presunta catastrofe, infatti, non ha portato all'individuazione di quella importante quantità di microsferule magnetiche che due anni fa aveva favorito il sorgere della teoria dell'impatto. E questo nonostante due dei siti analizzati fossero proprio gli stessi in cui il team di Firestone aveva trovato un picco di sferule.
Il dibattito si preannuncia caldo e appassionato. Anche perché è ormai alle porte la pubblicazione di altri studi relativi alla catastrofe di Clovis e alla sua possibile causa extraterrestre.
Fonti: PNAS, NatureNews
Dubbi sulla catastrofe
Primary tabs
prossimo articolo
In morte di Maurizio Bonati

Ci ha lasciati in modo improvviso Maurizio Bonati che - tra le altre cose - è stato collaboratore assiduo e prezioso di Scienza in rete. Lo ricordiamo con alcuni dei suoi più recenti articoli, solo alcuni esempi fra i molti dell'ampiezza dei suoi interessi e della sua cultura, che tenevano sempre al centro le persone più fragili e il rifiuto per ogni forma di conflitto armato
In questa estate torrida che sembra decisa a non mollare mai, lavorando nel suo giardino, ci ha lasciato all’improvviso Maurizio Bonati. Per pagare il debito al ruolo istituzionale dirò che è stato responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica e del Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ma chiunque si interessi ai temi della salute pubblica prima o poi lo ha incontrato, ne ha letto o ci ha discusso perché Maurizio Bonati è sempre stato un acuto critico delle posizioni e degli approcci banali e accomodanti.