Distrazione e infelicità
- 554 letture
Un recente studio mette in luce che esiste una relazione tra l'abitudine del cervello a vagabondare tra i suoi pensieri e la nostra sensazione di felicità o infelicità.
La ricerca, pubblicata qualche giorno fa su Science, è stata realizzata da Matthew Killingsworth e Daniel Gilbert, due psicologi dell'Università di Harvard. I ricercatori hanno programmato un'applicazione per iPhone e hanno coinvolto 2250 volontari con età compresa tra 18 e 88 anni. A intervalli casuali ogni volontario veniva contattato e doveva indicare se fosse o meno felice, cosa stesse facendo e se in quel momento la sua mente fosse concentrata su ciò che stava compiendo oppure stesse divagando.
Dall'analisi delle risposte si è potuto osservare come nel 46,9% dei casi la mente degli intervistati fosse occupata in pensieri differenti da quelli che riguardavano l'attività svolta. I ricercatori hanno inoltre stimato che solamente nel 4.6% dei casi la felicità dipendeva da una specifica attività, mentre nel 10.8% dei casi un momento di felicità coincideva con la situazione di “distrazione” della mente. Lo studio degli intervalli di tempo, però, ha messo in luce che era proprio il vagabondare della mente la causa dell'infelicità e non una sua conseguenza.




















Commenti
Disclaimer
Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.
Condizioni generali del servizio
Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.
Invia nuovo commento