fbpx Copyright tossico? | Scienza in rete

Copyright tossico?

Primary tabs

Read time: 1 min

Come contrastare la crisi economica? Anzitutto abolendo il copyright, il sistema di proprietà intellettuale, che disincentiverebbe l'ingresso delle invenzioni nel mercato. È l'idea decisamente controcorrente di due economisti della Washington University di St. Louis (Usa), Michele Boldrin e David K. Levine, espressa nel loro nuovo libro, Against intellectual monopoly, edito da Cambridge University Press.

I due esperti, che sostengono la loro tesi pure nel blog www.Againstmonopoly.org, affermano che la svolta dovrebbe essere operata con urgenza, comparando il monopolio intellettuale a quelli commerciali medievali, che erano deleteri sul piano economico. Boldrin e Levine scrivono: "Per secoli, la causa del progresso economico è stata identificata con il libero commercio. Nei prossimi decenni, tale progresso dipenderà sempre più dalla nostra abilità a ridurre progressivamente e a eventualmente eliminare il monopolio intellettuale".

I due economisti propongono al Congresso Usa che sia garantito il copyright solo in questi casi:

  • l'invenzione abbia una validità sociale;
  • il copyright con ogni probabilità non blocchi lo sviluppo di innovazioni ancor più valide;
  • l'innovazione abbia un positivo bilancio di costo-efficacia.
Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Economia

prossimo articolo

Il futuro è per tutti? Le nostre considerazioni sul manifesto di Zuckerberg

marck zuckerberg e il suo manifesto

Nel suo nuovo manifesto sull’intelligenza artificiale, Mark Zuckerberg promette un futuro di superintelligenza personale, agenti sempre presenti, tutor su misura e nuove opportunità per tutti. Ma dietro la visione ottimistica emergono interrogativi che non possono essere affidati soltanto alle Big Tech. Soprattutto, prima di costruire macchine “oltre l’umano”, non dovremmo chiederci quale progresso umano vogliamo davvero?

In copertina: elaborazione grafica da Jeff Sainlar/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Come gruppo indipendente di monitoraggio e ricerca sull’intelligenza artificiale, sentiamo il dovere di commentare il recente manifesto di Mark Zuckerberg, The Future is for Everyone: The Path to a Positive AI Future, perché tocca direttamente molte delle tematiche che hanno portato alla nostra stessa nascita.