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Il CMCC alla Conferenza Onu

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Il CMCC - Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici è presente alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile con una serie di side events ospitati nel padiglione del Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

“Adattamento ai Cambiamenti Climatici nelle Aree Tropicali” è il titolo dell’incontro organizzato dal CMCC (Martedì 19 giugno, ore 17.00). Le strategie da adottare in aree particolarmente vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici, futuri e in corso, saranno al centro di un dibattito con contributi del Ministro Corrado CliniCarlos Nobre (Istituto Brasiliano di Ricerca Spaziale), Antonio Navarra (Presidente del CMCC) e Riccardo Valentini (che al CMCC dirige la divisione Iafent - Impatti sull’agricoltura, le foreste e gli ecosistemi naturali).

Altri incontri vedono la partecipazione del CMCC in temi rilevanti all’incrocio tra la studio dei cambiamenti climatici e le prospettive dello sviluppo sostenibile.
Le foreste, ad esempio, sono il tema di una ricca tavola rotonda in cui si discute di rilevazioni e monitoraggio circa la deforestazione in Amazzonia.
L’energia, i rischi ambientali e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra sono invece al centro di due dibattiti distinti. Il primo è incentrato sulla collaborazione italo-brasiliano verso la realizzazione della Low Carbon Economy; il secondo è invece dedicato a una discussione sulle prospettive inerentil’estrazione del petrolio con particolare attenzione ai rischi conseguenti alle perdite petrolifere durante le fasi estrattive.

Fonte: Ufficio Stampa CMCC

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.