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Il CMCC alla Conferenza Onu

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Il CMCC - Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici è presente alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile con una serie di side events ospitati nel padiglione del Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

“Adattamento ai Cambiamenti Climatici nelle Aree Tropicali” è il titolo dell’incontro organizzato dal CMCC (Martedì 19 giugno, ore 17.00). Le strategie da adottare in aree particolarmente vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici, futuri e in corso, saranno al centro di un dibattito con contributi del Ministro Corrado CliniCarlos Nobre (Istituto Brasiliano di Ricerca Spaziale), Antonio Navarra (Presidente del CMCC) e Riccardo Valentini (che al CMCC dirige la divisione Iafent - Impatti sull’agricoltura, le foreste e gli ecosistemi naturali).

Altri incontri vedono la partecipazione del CMCC in temi rilevanti all’incrocio tra la studio dei cambiamenti climatici e le prospettive dello sviluppo sostenibile.
Le foreste, ad esempio, sono il tema di una ricca tavola rotonda in cui si discute di rilevazioni e monitoraggio circa la deforestazione in Amazzonia.
L’energia, i rischi ambientali e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra sono invece al centro di due dibattiti distinti. Il primo è incentrato sulla collaborazione italo-brasiliano verso la realizzazione della Low Carbon Economy; il secondo è invece dedicato a una discussione sulle prospettive inerentil’estrazione del petrolio con particolare attenzione ai rischi conseguenti alle perdite petrolifere durante le fasi estrattive.

Fonte: Ufficio Stampa CMCC

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vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata adeguatamente nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

Nell'immagine le operazioni di demolizione del viadotto di Corso Grosseto a Torino. Credit: Mattia Anghileri/BRIDGE|50.

Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.