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La chimica dei paperi

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Una parentesi di leggerezza, un po’ d’ironia e un sorriso non guastano anche nelle occasioni importanti. Il numero 2916 di Topolino, in questi giorni in edicola, è dedicato all'Anno della Chimica. Lo celebra in grande, con una lunga e talvolta esilarante storia a fumetti dal titolo “Qui Quo Qua e la grande storia della chimica dei paperi”. Il testo è di Stefano Ambrosio, laureato in chimica industriale (http://www.topolino.it/autori/4) e i  disegni sono di Paolo De Lorenzi, Roberto Vian, Carlo Limido, Antonello Dalena e Marco Gervasio. Si sviluppa in cinque episodi che vanno dalle idee sugli atomi dei filosofi greci fino al polipropilene isotattico che valse il premio Nobel 1963 a Karl Ziegler e Giulio Natta. Chissà come avrebbe reagito l’austero professore del Politecnico di Milano se qualcuno gli avesse detto che un giorno sarebbe finito fra i paperi in una storia dal titolo “Gaston Meneghin e lo Sfornaplastica”? Forse si sarebbe divertito anche lui, perché l’episodio che lo riguarda è davvero un piccolo capolavoro di umorismo intelligente. Non sono certo da meno quelli che raccontano le gesta di Lavoisier, Mendeleev, Kekulé ed altri, inclusi gli inventori delle materie plastiche che precedettero il Moplen. Se si aggiunge che la correttezza dei dati storici, pur con le indispensabili approssimazioni, è  ben sorvegliata dal bravo Stefano Ambrosio, bisogna dire che Topolino se l’è cavata nel modo migliore possibile.

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Fumetti

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Con le ricerche di Thomas Morgan, all’inizio del Novecento, il gene cessa di essere un’entità teorica e diventa una realtà sperimentale: localizzato sui cromosomi, ordinabile in mappe, soggetto a ricombinazione e mutazione. La pubblicazione del suo "The Theory of the Gene" (1926) ha sancito la nascita della genetica causale e quantitativa, che collega ereditarietà, evoluzione e citologia e apre la strada alla genomica e alla medicina genetica.

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