I cani imparano come i bambini di dieci mesi di età, ma alla fine si fidano più di ciò che vedono che delle parole. József Topál, etologo cognitivo dell'Accademia ungherese delle scienze di Budapest ha sottoposto cani e volpi addomesticate al cosiddetto "test di permanenza dell'oggetto": quando si mostra più volte, sottolineando il gesto con la voce, a un piccolo sotto l'anno di età dove viene nascosto un giocattolo, egli lo continuerà a cercare nello stesso posto anche se in seguito, sotto i suoi occhi, viene messo altrove e se a farlo è un'altra persona. Secondo gli studiosi ciò sarebbe un segno della capacità del piccolo di apprendere dall'adulto concetti basilari sul mondo, indipendentemente dai suoi dati percettivi. L'esperimento di Topál ha mostrato che anche i cani, diversamente dalle volpi, fino a un certo punto si comportano allo stesso modo. Ma quando cambia la persona che nasconde l'oggetto, il cane non ripete l'errore del bambino, ma cerca il giocattolo dove gli è stato mostrato la seconda volta. In altre parole, secondo gli scienziati, obbedisce agli ordini verbali, ma non crede per questo di aver imparato una verità assoluta sul mondo.
Cani e bambini a lezione
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Cinque anni dopo il ritorno dei talebani, l'Afghanistan resta terra di repressione sistematica e collasso sanitario, aggravato dai tagli USAID. Mentre la Corte penale internazionale è sotto attacco e l'Europa negozia rimpatri con un regime che non riconosce, la resistenza delle donne afghane, dalle scuole clandestine di Herat alle dottoresse rimaste sul campo, continua a chiedere al mondo di non guardare altrove.
U.S. Marine Corps foto del sergente Victor Mancilla - Wikimedia Commons
Il 15 agosto i media hanno ricordato e, in qualche misura celebrato, il quinto anniversario della nuova presa di potere dei talebani a Kabul. Ma, a mio parere, l'immagine che racconta davvero il cambio di regime non è quella della vittoria dei miliziani entrati nel palazzo presidenziale, ma quella dei giorni successivi, all'aeroporto Hamid Karzai, con la folla afghana schiacciata contro le reti, i bambini passati di mano in mano oltre il filo spinato verso sconosciuti in uniforme, nella speranza che almeno loro avessero un futuro.