fbpx Argento, palladio e supernovae | Scienza in rete

Argento, palladio e supernovae

Primary tabs

Read time: 1 min

L'analisi della composizione di numerose stelle di grande massa ha permesso a un team internazionale di scoprire che i meccanismi che portano alla creazione dell'oro non sono gli stessi che intervengono nella sintesi dell'argento e del palladio.

Finora si riteneva che, come tutti gli elementi pesanti che non vengono sintetizzati attraverso le reazioni nucleari che mantengono accesa una stella, anche oro, argento e palladio venissero prodotti dalla stessa tipologia di processi nel corso dell'esplosione di supernova, l'evento che pone fine all'esistenza degli astri più massicci. Camilla Hansen (Centre for Astronomy - Heidelberg University) e i suoi collaboratori hanno però messo in evidenza che questo scenario non è del tutto corretto.

Nello studio pubblicato su Astronomy & Astrophysics i ricercatori dimostrano che le quantità di argento e palladio osservate nelle stelle del loro campione non è assolutamente correlata con la quantità degli altri elementi pesanti, quale ad esempio l'oro. Questo significa che i meccanismi che nel corso di una supernova sintetizzano argento e palladio sono differenti da quelli che sfociano nella produzione dell'oro. Una distinzione che porta i ricercatori a suggerire che i preziosi elementi non si formino assieme. Ora si tratta di chiarire, con opportune simulazioni, i dettagli di questi nuovi processi.

Heidelberg University

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Le sentinelle anti-educazione sessuale

la parola gender

L’educazione sessuale e affettiva non solo aiuta le persone giovani a vivere al meglio una sfera cruciale dell’esistenza, ma offre a bambini, bambine e adolescenti gli strumenti per riconoscere la violazione dei confini e la consapevolezza necessaria per difendersi e chiedere aiuto se necessario. Ma le solerti sentinelle sono impegnate a sventare questo diabolico piano. E non ne fanno mistero.
Foto Markus Winkler - Pexels
 

«Sotto il suo Occhio» è il saluto che si scambiano i cittadini di Gilead, la teocrazia distopica del romanzo Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood. L’Occhio a cui si riferiscono non è solo quello divino, ma un corpo di polizia incaricato di controllare che tutti si attengano alle regole del regime. Nessuno sa chi ne faccia parte. Potrebbe essere un vicino di casa, un negoziante, un collega, persino un amico o un familiare. L’incertezza fa sì che le persone si censurino da sole, il sospetto diventa strumento di controllo.