Al via il Festival della Scienza 2015

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Equilibrio è la parola-chiave della tredicesima edizione del Festival della Scienza, in programma a Genova dal 22 ottobre al 1° novembre 2015: un tema che è declinato nelle sue molteplici forme e applicazioni, attraverso conferenze, laboratori, mostre e spettacoli. Tramite il concetto di equilibrio (rappresentato nell’immagine coordinata da un elefantino in “posa plastica”), il Festival raccoglie il testimone di Expo Milano 2015, approfondendo in chiave scientifica tematiche che spaziano dall’alimentazione all’energia, dalla gestione delle risorse all’agricoltura del futuro.
Anche quest'anno l'obiettivo è raccontare la scienza in modo innovativo, interessante e coinvolgente, confermando quell'approccio curioso, eclettico e originale che ha reso il Festival punto di riferimento per la divulgazione scientifica in Italia: a testimonianza del suo ruolo di primo piano, la partecipazione di Roberta Pinotti, Ministro della Difesa, e di Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (il MIUR sostiene infatti l’impegno del Festival nella promozione della scienza e dell’innovazione); partecipano all’incontro il Capitano dell’Aeronautica Samantha Cristoforetti, astronauta dell’ESA da poco tornata dalla missione Futura, e il Maggiore dell’Aeronautica Luca Parmitano (collegato in video-conferenza).
A Genova sfilano autorevoli ospiti internazionali, come il Premio Pulitzer Jared Diamond, l'ideatore della senso-estetica Mark Miodownik, il genetista Tim Spector, gli psicologi Laurence Steinberg e Nicholas Humphrey, l’astrofisico John Barrow, i biologi Peter Kenmore e Sheref Mansy, il fisico Geoffrey West, la matematica e pianistaEugenia Cheng. Tra le eccellenze italiane sono presenti Andrea Accomazzo Amalia Ercoli-Finzi, protagonisti della Missione Rosetta. Attesi anche il fisico Giorgio Parisi,Tomaso Poggio, direttore del laboratorio di intelligenza artificiale del MIT di Boston, il filosofo della scienza Giulio Giorello. Tra le novità di quest’anno le mostre Enrico Fermi. Una duplice genialità tra teorie ed esperimenti, che esordisce al Festival in anteprima assoluta, ed Equilibrium a cura della Fondazione Ferragamo.

 Anche questa edizione è realizzata grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo, che partecipa attivamente proponendo laboratori e conferenze nelle varie sedi del Festival e che per l’occasione, presenta il proprio nuovo modello operativo in ambito scientifico, lanciando nella storica cornice del Festival il Sistema Scienza Piemonte. Si spazia dalla fisica all'economia, dalla biologia all'alimentazione, coinvolgendo visitatori di ogni età (con una particolare attenzione rivolta ai ragazzi delle scuole, ai quali sono dedicati numerosi appuntamenti tra cui la quarta edizione del progetto Futuro Prossimo, Nuove Prospettive per immaginare il proprio domani).
La grande attenzione ai giovani è confermata anche dal progetto Orientascienza, con cui il Festival partecipa a #costruiamocilfuturo, l’iniziativa di orientamento lanciata dalla Regione Liguria, che si sviluppa attraverso diversi eventi indirizzati agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori.
Il Ministero della Difesa quest’anno partecipa al Festival della Scienza con tutte le Forze Armate per presentare un programma diversificato di attività interattive, laboratori e conferenze. Nel corso della manifestazione la Difesa illustra al pubblico le proprie competenze ed eccellenze, nonché alcuni progetti a più alto contenuto scientifico e tecnologico con le relative applicazioni operative. Anche il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è presente al Festival con un programma di incontri dedicati ai temi di frontiera della ricerca scientifica.

Come da tradizione, Genova è una protagonista fondamentale del Festival: luoghi come il Palazzo Ducale, il Porto Antico, il Palazzo della Borsa e i Musei Cittadini sono cornici ormai consolidate per gli appuntamenti della manifestazione, ma l'intera città viene coinvolta, sia con l'obiettivo di spingere i visitatori a scoprire angoli inediti del territorio, sia con quello di trasformare la realtà urbana in una straordinaria e vibrante metropoli della scienza, dove respirare innovazione, creatività, cultura del lavoro e ritrovare una visione positiva per il futuro. Ma se il Festival rimane intimamente legato alla città di Genova e alla regione Liguria, oltre che alla dimensione nazionale, la tredicesima edizione conferma anche il suo intrinseco carattere internazionale, quest'anno particolarmente evidente nell'adozione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite in qualità di Ospite d’Onore (è mostrato il lavoro di molte sue agenzie, tra cui UNESCO, FAO, UNICEF e UNIDO). Proiettato verso il futuro, il Festival della Scienza non dimentica la storia, proponendo anche iniziative legate al Centenario della Relatività Generale di Einstein e omaggi a grandi scienziati da poco scomparsi, mentre eventi speciali faranno riferimento all'Anno Mondiale della Luce e all'Anno Europeo per la Cooperazione Internazionale. A conferma dello stretto rapporto con la Commissione europea, la tredicesima edizione del Festival ospita la conferenza annuale del Global Systems Science (28-30 ottobre), il programma scientifico dedicato alla ricerca nell’ambito dell’applicazione della scienza dei sistemi e dell’analisi dei dati alle sfide globali.

Il Festival è ideato e organizzato dall'Associazione Festival della Scienza, con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il sostegno istituzionale di Regione LiguriaCNR – Consiglio Nazionale delle RicercheComune di GenovaMinistero dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Compagnia di San Paolo, storico sostenitore del Festival. L’edizione di quest’anno è realizzata anche grazie al supporto economico di molti altri enti sostenitori e sponsor, tra cui Commissione europea, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Genova, Università degli Studi di Genova, INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, Finmeccanica, IREN, ERG, Banca Carige, Poste Italiane, Coop Liguria, Intesa Sanpaolo, Costa Edutainment, SAAR JEOL.

Nella composizione del programma giocano un ruolo fondamentale gli enti scientifici che prendono parte attiva al Festival attraverso la realizzazione di eventi di grande qualità. Infatti, nel ricco programma di quest’anno moltissime sono le iniziative realizzate direttamente dagli enti scientifici che fanno parte della compagine associativa, come Centro Fermi - Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, IIT - Istituto Italiano di TecnologiaINAF - Istituto Nazionale AstrofisicaINFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Inoltre, a riprova dell’interesse di tutta la comunità scientifica italiana nei confronti della manifestazione, hanno confermato la loro partecipazione progettuale all’edizione di quest’anno AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul CancroAISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Ente ospedaliero Ospedali Galliera, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Giovanni Armenise-Harvard, Istituto Superiore di Sanità, Medici Senza Frontiere, SIBPA - Società Italiana di Biofisica, Società Italiana di Fisica, e varie università Italiane.
Effe come Festival, il progetto multipiattaforma ideato e prodotto da laeffe in occasione dei 60 anni della casa editrice Feltrinelli per raccontare sul web e in tv i principali festival culturali italiani, è presente al Festival della Scienza con live streaming dai principali eventi e la produzione di uno speciale. Sono previste anche molte altre collaborazioni nell’ambito della comunicazione: anche quest’anno infatti Radio3 ScienzaScienza in reteMedia Inaf e molti altri contribuiscono a far scoprire il Festival a un pubblico virtuale sempre più ampio.

LE CONFERENZE

Nel programma delle lectio magistralis della tredicesima edizione del Festival del Scienza spiccano personalità che negli ultimi decenni hanno scritto pagine importanti – spesso seguendo percorsi non convenzionali – nel mondo della ricerca, riflessione e divulgazione scientifica. Da Jared Diamond (fisiologo, ornitologo, geografo, autore del fondamentale saggio Armi, acciaio e malattie, vincitore del Premio Pulitzer) a Mark Miodownik (uno dei più fini conoscitori di scienza dei materiali e tra gli artefici della senso-estetica, una disciplina che applica il metodo scientifico allo studio degli aspetti estetici ed “emozionali” dei materiali), dal genetista ed epidemiologo Tim Spector agli psicologi Laurence Steinberg (tra i massimi esperti al mondo di adolescenza) Nicholas Humphrey, che inaugura il Festival con una lectio sulla coscienza.
Ai nuovi orizzonti della ricerca punta Frontiere, un contenitore di appuntamenti dedicato al futuro e al racconto della scienza d’eccellenza del nostro Paese: attesissimo l’incontro Equilibrio in assenza di gravità con gli astronauti Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano (collegato in video-conferenza da Houston), insieme con il Ministro della Difesa Roberta Pinotti e il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini. Una staffetta a ruoli invertiti che idealmente riprende i temi affrontati lo scorso anno a chiusura del Festival dagli stessi protagonisti, per imparare quali risultati stanno producendo le missioni spaziali e per capire perché è importante che il nostro Paese investa capitali e risorse umane in queste grandi imprese.
Molto attese le lectio di Tomaso Poggio, direttore del laboratorio di intelligenza artificiale del MIT di Boston, sull'ambizione e i limiti della scienza nello svelare il mistero dell'intelligenza, e del biologo di Harvard Sheref Mansy, ricercatore al CIBIO di Trento, che sta lavorando alla creazione della prima cellula artificiale. Tra gli argomenti trattati nel ciclo di incontri FrontiereLa fotosintesi artificiale (con Bruno Robert), Uomini e robot, l'alleanza è possibile (con Riccardo Oldani e Alberto Pellero), La sfida del potenziamento umano (con Andrea Lavazza, Alberto Priori e Massimo Reichlin), Intelligenza artificiale: quale futuro? (con Francesca Rossi), Oro dagli asteroidi e asparagi da Marte (con Giovanni Bignami Francesco Rea), Irrazionali e contenti (con Silvia Bencivelli Giordano Zevi).

Uno spazio significativo è dedicato ai ricercatori italiani. A Genova sono attesi alcuni dei principali protagonisti di Rosetta, la missione che per la prima volta ha fatto atterrare un lander sul nucleo di una cometa (la 67P/Churyumov-Gerasimenko): Andrea Accomazzo (flight operations director, inserito dalla rivista Nature nella Top10 degli scienziati simbolo del 2014), Amalia Ercoli-Finzi (principal investigator), Cesare Barbieri, coordinatore dei progetti scientifici di OSIRIS/Rosetta. Il programma prevede inoltre gli interventi dell'oncologo Alberto Mantovani, dei fisici Giorgio Parisi e Massimo Inguscio, del farmacologo Silvio Garattini, del genetista Edoardo Boncinelli, del filosofo e storico della medicina Gilberto Corbellini, della filosofa Nicla Vassallo, del professore di neuroscienze Giorgio Vallortigara, dell’oncologo Lucio Luzzatto.
Una novità dell'edizione 2015 è il ciclo Scienza e... la scienza a confronto con altre discipline, in cui il Festival prosegue nel suo percorso di abbattimento delle barriere tra scienze matematiche, naturali e umanistiche inaugurato fin dalle prime edizioni, mettendo a confronto il mondo della ricerca con quello di altre discipline artistiche e culturali. Tra gli ospiti sono previsti scrittori, filosofi, ricercatori e professori universitari quali Gianrico CarofiglioVittorio GalleseMichele GuerraEugenia ChengAngelo GuerraggioLuca BonfantiPaolo LegrenziArmando Massarenti Lucio Russo.
È invece una solida conferma quella di Sulle spalle dei giganti, il format in cui scienziati contemporanei ripercorrono la vita e il lavoro di grandi protagonisti della storia della scienza. Quest'anno l'obiettivo è puntato su Albert Einstein (in concomitanza con il Centenario della Relatività Generale; tra gli appuntamenti la lectio di Giovanni Amelino-Camelia e la presentazione di un numero speciale de “Le Scienze” con Amedeo Balbi, Vincenzo Barone, Marco Cattaneo), su Norman Borlaug (con Roberto Defez) e su tre autorevoli figure scomparse negli ultimi dodici mesi: il matematico ed economista John Nash (con Roberto Lucchetti), il fisico e divulgatore Tullio Regge (con Giorgio Parisi) e – confermando lo sguardo oltre i confini della scienza del Festival – il regista, drammaturgo e attore teatrale Luca Ronconi (con John BarrowAriella BeddiniRoberta Carlotto, Pino DonghiSergio EscobarGiulio Giorello).

Non mancano incontri riservati all'analisi del presente e alle sfide del futuro, raccolti nel contenitore Attualità. Tra gli appuntamenti: L'oro nel piatto (con Andrea Segrè), Conosci i tuoi polli (question time su temi di attualità quali nutrizione, maternità e regimi alimentari), Farmaci e antibiotici fra necessità e abuso a cura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta (con Raffaella Barbero, Maria Caramelli, modera Amelia Beltramini), Migranti, da sempre (con Valerio Calzolaio Telmo Pievani), Tempo di superare il PIL (con Enrico Giovannini, modera Giovanni Sabato), Contro Natura: dagli OGM al “bio” (con Dario Bressanini e Beatrice Mautino, modera Marco Cattaneo).

MOSTRE, LABORATORI, SPETTACOLI 

La parola chiave equilibrio ha fornito grande ispirazione e moltissimi spunti creativi agli innumerevoli progetti di cui si è poi composto il programma di mostre scientifiche, laboratori, spettacoli, eventi speciali dell’edizione 2015 del Festival della Scienza. Come ogni anno ai visitatori del Festival è offerto un programma ricco e variegato, che ha come capisaldi, oltre al rigore scientifico, l’interattività, la creatività, la multidisciplinarietà e la capacità di stupire e divertire.
Tra gli eventi principali spiccano due mostre: Enrico Fermi. Una duplice genialità tra teorie ed esperimenti, realizzata dal Centro Fermi, che esordisce al Festival presso il Museo di Storia Naturale G. Doria in anteprima assoluta, per essere successivamente collocata al Museo storico della fisica e Centro di studi e ricerche "Enrico Fermi" di Roma; Equilibrium, a cura della Fondazione Ferragamo e allestita al Palazzo Grimaldi della Meridiana, che sviluppa in modo artistico la relazione tra l’equilibrio e il gesto del camminare e la sua importanza nella storia dell’evoluzione umana.
La Fondazione IIT – Istituto Italiano di Tecnologia realizza nella Loggia degli Abati di Palazzo Ducale la mostra Biomimesi e tre laboratori sui temi della microscopia, dei materiali intelligenti e della robotica antropomorfa (protagonista il robot iCub, una delle frontiere più promettenti dell'intelligenza artificiale). INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia porta al Festival la mostra 1915-2015, cento anni dal terremoto della Marsica, per un approfondimento scientifico sul fenomeno dei terremoti. Si può provare a costruire un robot che stia in equilibrio in meno di un’ora nel laboratorio MasterRobot, a cura della Scuola di robotica.

Il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, socio fondatore del Festival, è promotore di una serie di mostre e laboratori scientifici che spaziano dalla fisica alla chimica alla biologia (come Diversamente… equilibrati di natura, viaggio nelle profondità marine alla scoperta dei meccanismi che regolano gli equilibri negli ecosistemi naturali), fino a inoltrarsi nel terreno delle scienze economiche (nell'innovativo laboratorio Kidseconomics, dimostrazione pratica di come la libera contrattazione di mercato possa creare equilibrio e conflitto). INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare partecipa con lo spettacolo Dialogo su una simmetria perduta e con diversi laboratori, tra cui La macchina fotografica a polenta e l'acceleratore a marmellata, una simulazione delle varie fasi degli esperimenti delle alte energie. Anche l'Università di Genova contribuisce al Festival con laboratori e mostre sui temi dell'equilibrio biologico vegetale e animale e della programmazione informatica (cui è dedicato il laboratorio Coding), mentre INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica conferma la sua presenza allestendo il grande planetario, già molto apprezzato dal pubblico nella passata edizione, nel quale sono organizzate attività adatte a tutti i target di età e con la messa in scena dello spettacolo 8558 Hack, dedicato alla grande scienziata recentemente scomparsa. Il rapporto tra tecnologia ed etica è al centro dell’evento Quale scelta? a cura della Fondazione Bruno Kessler, mentre il laboratorio A tavola con la salute sul tema dell’alimentazione è realizzato da AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. È invece incentrata sul delicato rapporto tra uomo e acqua la mostra Un equilibrio sottile (a cura di Linda Lomeo), che analizza la fragilità del territorio ligure partendo da dati scientifici, a cui si collega il laboratorio Allerta!, a cura della Protezione Civile.

I temi legati alla salute dei cittadini sono affrontati da ISS – Istituto Superiore di SanitàAISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla e Università di Genova, in collaborazione con Ospedale San Martino-IST, mentre altri eventi e laboratori sono dedicati al rapporto tra scienza e sport tra cui, a grande richiesta, torna Fisica in Moto, a cura di Fondazione Ducati. Non manca lo spazio anche per celebrare l'Anno Mondiale della Luce, attraverso una serie di laboratori (come Light show, a cura di Raffaella Sallo e Associazione Festival della Scienza e Chimica da guardare, a cura di Otello Maria Roscioni) e lo spettacolo Light Mystery di e con Marina Carpineti, Marco Giliberti Nicola Ludwig (a cura di Fondazione Teatro Piemonte Europa). Si spazia dalla biologia (Crash! Non far crollare l'ecosistema a cura di G. Eco) fino alla teoria dei giochi (Equilibrio di Nash, a cura di Andrea Anfosso, Andrea Mazza, Emanuele Lanata, Marco Murtinu), dalla genetica (I nostri geni sulla bilancia, a cura di CUSMIBIO) alla chimica (BalanChem, a cura di Michele Di Lauro) fino all’elettricità (La Mosca Elettrica, a cura di Associazione ToScience). Ci si può mettere alla prova nel laboratorio di arti circensi A scuola di equilibrio e si possono ammirare veri e proprio professionisti del circo nello spettacolo Un equilibrio sopra la follia, entrambi a cura di sYnergiKa A.S.D. In 9mesi si ripercorrono le tappe fondamentali della gravidanza (a cura di Le Nuvole). Medici Senza Frontiere propone invece #milionidipassi, laboratorio legato a una campagna di sensibilizzazione al dramma dei profughi.

Storico sostenitore è Compagnia di San Paolo, che arricchisce il contenitore dei laboratori con Zero spreco, zero impatto: sosteniamo il pianeta, a cura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Piemonte Liguria e Valle D’Aosta. Articolato in tre momenti, il laboratorio si compone di una prima attività manuale Quello che la terra ci dà, un gioco da tavolo contro lo spreco alimentare Cibosalvando e la Stalla del futuro: sostenibilità ambientale, benessere animale e sicurezza alimentare, un modello di stalla in parte plastico e in parte multimediale, dentro il quale sono ben evidenti le caratteristiche di una stalla sostenibile che integra la produzione di alimenti sani con gli aspetti etici e ambientali. La Compagnia di San Paolo ripropone inoltre il bus Domande in viaggio: un autobus arricchito di esperienze ed exhibit scientifici associati al movimento e dell’equilibrio, temi ricorrenti nei percorsi didattici a cura di Xkè? Il laboratorio della curiosità. Intesa Sanpaolo partecipa alla creazione del ricco e articolato programma attraverso le attività laboratoriali del Museo del Risparmio con Bimbi a lezione di risparmio, un laboratorio per avvicinare in modo giocoso e interattivo i bambini ai concetti basilari del risparmio e dell’investimento.

Tra i laboratori sono da segnalare anche ConsapevolMente nel piatto e La scienza nei limoni, che vanno ad arricchire il tradizionale contenitore Sapori di Scienza dedicato ai rapporti tra scienza e alimentazione realizzato con il supporto di Coop Liguria, che nel 2015 celebra i 70 anni di attività.
Il network degli amici e partner del Festival della Scienza si compone anche di aziende e strutture locali, protagoniste e promotrici di appuntamenti di grande qualità. Per esempio, nel cartellone della tredicesima edizione, la mostra 2015: ritorna al futuro! sui temi dell'eco-sostenibilità (a cura di IREN), il laboratorio L'equilibrio del colore sul rapporto tra scienza e arte (a cura del Museo di Palazzo Reale di Genova, altri eventi sullo stesso tema sono realizzati dall'Accademia Ligustica di Belle Arti) e gli appuntamenti sull'equilibrio della natura a cura del Museo di Storia Naturale. La scienza e le tecniche della navigazione sono invece oggetto del laboratorio Navigare in equilibrio! a cura di Cetena.

IL FESTIVAL E LA SCUOLA

Al Festival si esplorano anche quest’anno gli infiniti intrecci tra formazione e lavoro in progetti storici e apprezzati come Futuro Prossimo, Nuove Prospettive per immaginare il proprio domani, realizzato in collaborazione con la Commissione europea e in partnership con FinmeccanicaERG, Banca Carige, Poste Italiane, Intesa Sanpaolo.
Il progetto è un innovativo percorso di orientamento dedicato a 65 studenti eccellenti di tutta Italia, ospiti dell’Associazione del Festival della Scienza, che contribuisce ad indirizzare le loro scelte negli studi e nell’ambito professionale tramite 12 dialoghi dal vivo con professionisti, esperti e testimoni che racconteranno le loro esperienze di vita, di studio e professionali con lo scopo di accompagnare i ragazzi nell’esplorazione delle competenze richieste dall’attuale mercato del lavoro.
Ritorna quest’anno a grande richiesta la terza edizione del progetto Orientascienza, un’iniziativa di alternanza scuola/lavoro riservata agli studenti liguri, che hanno l’opportunità di vivere il Festival dalla parte di chi lo realizza. Con il progetto, che comprende anche altri azioni orientative, il Festival partecipa a #costruiamocilfuturo, la grande iniziativa di orientamento lanciata dalla Regione Liguria, che si svilupperà nei prossimi mesi attraverso diversi eventi tutti indirizzati agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori.
Per gli alunni delle scuole medie inferiori è invece organizzata la Coppa Pitagora, gara di informatica a squadre. Non mancheranno iniziative specifiche per i docenti, tra cui il convegnoMatematica in classe 2015 organizzato dal Centro PRISTEM dell'Università Bocconi e alcuni seminari realizzati da INDIRE nell’ambito del progetto europeo Scientix.

L’OSPITE D’ONORE 2015 E I PROGETTI INTERNAZIONALI

La tradizione di selezionare un Ospite d’Onore cui riservare un ciclo di appuntamenti, incontri, laboratori ed eventi speciali assume una prospettiva nuova nell’edizione di quest’anno. Infatti, in occasione dell’Anno Europeo per la Cooperazione Internazionale, non si ospita un singolo Paese ma l'ONU – Organizzazione delle Nazioni Unite e le Agenzie a essa collegate. Protagoniste sono dunque UNESCO (che celebra il 70° anniversario con la mostra Behind Food Sustainability), FAO (presente con conferenze - tra cui la lectio magistralis del biologo evoluzionista Peter Kenmore - panel e laboratori rivolti al pubblico giovane), UNIDO (con i vincitori e testimonial del premio internazionale Idee innovative e tecnologie per l'agri-business, organizzato in collaborazione con il CNR), UNICEF (con un incontro sull’allattamento e lo sviluppo sostenibile).
La tredicesima edizione conferma anche lo stretto rapporto che lega il Festival alla Commissione europea, presente a Genova con la conferenza annuale del programma Global Systems Science (28-30 ottobre), il programma scientifico europeo dedicato alla ricerca nell’ambito dell’applicazione della scienza dei sistemi e dell’analisi dei dati alle sfide globali, tra cui il cambiamento climatico, le pandemie, la crescita sostenibile, la sostenibilità energetica, la crisi finanziaria, l’urbanizzazione e la gestione dei conflitti. Intervengono, fra gli altri, Geoffrey West, fisico teorico e membro del Comitato scientifico al Santa Fe Institute, Luca De Biase, caporedattore dell’inserto “Nova24” del “Sole 24 Ore”, Chris Barrett, ingegnere informatico e direttore esecutivo del Virginia Bioinformatics Institute, Mark Parsons, sviluppatore di software e direttore esecutivo del Centro per supercomputer dell’Università di Edinburgo (Epcc), Sheri Markose, docente di Economia e Finanza comportamentale all’Università dell’Essex, Luciano Pietronero, fisico del CNR, Silvano Cincotti, docente di Ingegneria Economico-gestionale all’Università di Genova, Stefano Battiston, docente di Scienza Bancaria e reti complesse all’Università di Zurigo, Steven E. Koonin, direttore del Centro per lo sviluppo delle Scienze Urbane della New York University, Jeffrey Johnson, professore di Scienze della complessità alla Open University, Nathaniel Raymonddell’Università di Yale, Indy Johar, di Project00.cc (Regno Unito), Juha Koivisto e Pasi Pohjola della piattaforma di servizi pubblici Innovillage (Finlandia), Kat Austen, responsabile per la ricerca e il design a iilab.org (Regno Unito), Jeon Hyokwan, Direttore generale dell’Ufficio per l’Innovazione di Seoul, ed Elisa Finocchiaro, direttore della piattaforma di petizioni e raccolte firme Change.org.

Il Festival della Scienza è ideato e organizzato dall’Associazione Festival della Scienza, di cui fanno parte Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Genova, Centro Fermi - Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Codice. Idee per la cultura, Comune di Genova, Confindustria Genova, Costa Edutainment, IIT - Istituto Italiano di Tecnologia, INAF - Istituto Nazionale Astrofisica, INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, INRIM - Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, Regione Liguria, Sviluppo Genova, Università degli Studi di Genova. L’iniziativa si avvale del supporto di un autorevole Consiglio Scientifico e di un network di ricerca internazionale, nonché di contatti e collaborazioni con numerosi enti, musei e istituti sia italiani sia esteri.

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Canaletto e Bellotto: pittori o geometri?

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Canaletto, Campo Santi Giovanni e Paolo, 1738 circa.

Dovendo scegliere tra un pittore e un topografo, a chi affidereste il compito di rappresentare realisticamente ed efficacemente un determinato paesaggio, urbano o rurale? Ipotizziamo che decidiate di affidare il lavoro a un artista con cui pattuite l’esecuzione di un dipinto a olio su tela. E se l’artista che avete incaricato facesse uso di mezzi tecnici, ad esempio di apparecchiature ottiche, in un certo senso invadendo il campo e appropriandosi dei trucchi del mestiere e delle competenze della concorrenza? Denuncereste la violazione del patto - non scritto - che ha stipulato con voi e lo giudichereste un artista che bara o addirittura un artista dimezzato?

È questo il dubbio che devono essersi posti, già nella prima metà del Settecento, Antonio Canal, detto Canaletto e suo nipote Bernardo Bellotto (pure lui per un certo periodo noto come Canaletto, diciamo per mere ragioni di marketing). I due, infatti, il primo essendo maestro del secondo, fecero ampio e documentato uso di un’apparecchiatura ottica nota come camera obscura senza peraltro mai molto sbandierare questo loro “segreto industriale”: la utilizzarono costantemente come sussidio per tracciare con sicurezza le linee portanti dei volumi dei loro dipinti e le sagome dei monumenti e degli edifici che hanno rappresentato negli affascinanti dipinti a olio presenti in musei, gallerie e collezioni di enti e di privati in tutto il mondo. Sono stati, Canaletto e Bellotto, tra i primi e certamente i più noti esponenti del cosiddetto vedutismo, genere pittorico nato a Venezia nel primo Settecento. Molti loro schizzi (“scaraboti”) e disegni preparatori, a matita e penna su carta, sono arrivati fino a noi e sono conservati, raccolti in quaderni, in vari musei, tra cui le Gallerie dell’Accademia a Venezia.

La camera oscura portatile in legno appartenuta secondo alcuni studiosi a Canaletto. Si può vederla all'ingresso della mostra “Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce”, alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala a Milano.

Come porsi, dunque, di fronte alla legittimità e opportunità dell’uso intensivo della camera obscura da parte di quei pittori? Si tratta semplicemente di un utile strumento ausiliario o è invece una criticabile pratica tecnica che, se applicata in modo pedissequo nella realizzazione dei dipinti, minaccia di ostacolare e compromettere la creazione artistica, esponendo così il pittore al rischio di vedersi relegato nell’angusto e sgradito ruolo esecutivo di “geometra dell’ufficio tecnico”?

Per rispondere a questa domanda, serve forse chiedersi perché  alcuni pittori, soprattutto settecenteschi, abbiano sentito l’esigenza di utilizzare la camera obscura, o camera ottica. La risposta molto probabilmente va cercata nel clima culturale dell’epoca di cui stiamo parlando: con l’Illuminismo, infatti, si impone un nuovo sguardo sulla realtà, più oggettivo, più scientifico e l’esattezza della rappresentazione pittorica del paesaggio è solo uno dei campi in cui questa nuova visione del mondo si manifesta.

Questa tematica complessa, di cui cercheremo di fornire qualche utile elemento di conoscenza e di riflessione, colpisce immediatamente il visitatore della bella mostra “Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce”, alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala a Milano. Nelle quasi cento opere in mostra si possono ammirare le precise rappresentazioni (quanto precise effettivamente siano, tra poco lo scopriremo) di palazzi e canali, campi (nel senso veneziano della parola) e piazze di città del centro Europa, campagne e scorci di ruderi dell’antichità talmente dettagliate da sembrare fotografie, il tutto sempre sapientemente illuminato da luci oblique e radenti, perfettamente adatte a scolpire la tridimensionalità degli edifici. Per meglio comprendere il senso di queste immagini si rende necessario, però, un salto indietro nella storia della scienza e della tecnica.

La conquista della prospettiva

Nel corso degli ultimi tre millenni, non sono mancati studi teorici e sperimentazioni pratiche per cercare di risolvere un problema, sia concettuale, sia concreto: quello della rappresentazione della realtà tridimensionale su una superficie piana, bidimensionale. Problema che stava a cuore a due categorie apparentemente assai distanti tra loro di esseri umani: i matematici e i pittori, vale a dire, in un senso più ampio, gli scienziati e gli artisti.

Precisiamo, per quanto possa sembrare a questo punto scontato, che stiamo parlando di “prospettiva” e di “geometria proiettiva”. Nelle prime testimonianze visive arrivate fino a noi, quelle raffiguranti scene di caccia rinvenute nei dipinti rupestri delle grotte paleolitiche, i nostri antenati non sembrano essere stati sfiorati dal desiderio di suggerire un senso di profondità alle loro immagini. Occorre quindi fare un balzo temporale in avanti di parecchi millenni per vedere qualche tentativo di rappresentazione prospettica del reale: in qualche disegno di epoca egizia, duemila anni prima di Cristo, appaiono molto timidamente i concetti della similitudine e della prospettiva, con edifici rappresentati in pianta e alzato, per quanto, a dire il vero, la maggior parte delle immagini egizie giunte fino a noi raffigurino piuttosto una realtà prevalentemente bidimensionale (di profilo). Nemmeno l’epoca della cultura Assiro Babilonese sembra sentire l’urgenza di descrivere un mondo a tre dimensioni e, ad esempio, i bassorilievi di leoni e altri animali presenti sulle pareti della Porta di Ishtar (sec. VI a.C.), conservata al Pergamon Museum di Berlino, ci appaiono nella loro fissità, isolate e di profilo su uno sfondo uniforme, privo di profondità. In estremo oriente la prospettiva, almeno a livello di studi teorici, sembra far capolino solamente in un trattato cinese per la determinazione delle ombre del IV secolo a.C., ma risalente secondo alcuni storici addirittura al 1100 a.C.

Ma è solo con i grandi matematici greci che inizia uno studio rigoroso delle regole di rappresentazione geometrica dello spazio. Spicca tra tutti il nome di Euclide, vissuto ad Alessandria (allora una colonia greca) a cavallo tra quarto e terzo secolo a.C., noto per la sua imponente opera Elementi grazie alla quale è passato alla storia della matematica.  Nell’Ottica, suo meno noto trattato, Euclide pone invece le fondamenta della geometria descrittiva, chiamata poi, a partire dal diciannovesimo secolo, “geometria proiettiva”.

Proseguendo nella nostra carrellata storica, la civiltà romana sembra da un lato orientata alla sperimentazione pittorica, dall’altro lato alla teorizzazione. Sul versante pratico, attraverso dipinti e mosaici (ad esempio nel mosaico pompeiano di Alessandro alla battaglia di Isso), si assiste alla rappresentazione della tridimensionalità, pur essendo chiaro che non era ancora maturata una consapevolezza precisa delle regole della convergenza verso un unico punto. Dall’altro lato, quello più teorico, attraverso gli scritti di Vitruvio (architetto e scrittore del primo secolo a.C.) si approfondiscono i problemi legati alla scenografia e alla rappresentazione degli edifici.

Il più antico disegno pubblicato noto di una camera oscura si trova nel trattato "De Radio Astronomica et Geometrica" (1545) del medico, matematico e costruttore di strumenti olandese Gemma Frisius (nato Jemme Reinerszoon), in cui l'autore descrive ed illustra come ha usato la camera oscura per studiare l'eclissi solare del 24 gennaio 1544.

Prima di arrivare al Rinascimento italiano, nel XIV secolo, durante il quale architetti/pittori/matematici, da Filippo Brunelleschi a Leon Battista Alberti e da Piero della Francesca fino a Leonardo da Vinci, applicando rigorosi metodi matematici hanno definito in maniera fino ad allora sconosciuta le regole della prospettiva, è necessario menzionare altri studiosi medievali che li hanno preceduti. Tra questi vale la pena ricordare in particolar modo lo scienziato/filosofo arabo Al-Kindi (IX secolo) e soprattutto  il matematico, fisico, medico e filosofo Alhazen (XI secolo), nato a Bassora ma trasferitosi presto al Cairo. A quest’ultimo, autore del trattato in sette volumi sull’Ottica Kitab al-Manazir, tradotto in latino da Gherardo da Cremona nella seconda metà del XII secolo, sono attribuite le prime osservazioni relative al passaggio dei raggi di luce attraverso un foro e al loro viaggiare in linea retta senza mai confondersi, generando su una superficie, posta al di là del piano contenente il foro, immagini rovesciate direttamente corrispondenti alle forme degli oggetti dai quali la luce proviene.

Bellissime scientifiche finzioni

Si tratta esattamente della descrizione del principio della camera obscura (o camera oscura, detta anche camera ottica) strumento che finalmente ci porta a parlare del lavoro di Bellotto e Canaletto, noti soprattutto per le vedute di Venezia, ma attivi anche in altre città d’Italia e d’Europa visitate durante viaggi di lavoro o in alcuni casi diventate luogo di residenza (Roma, Firenze, Verona, la Lombardia, Londra, Dresda, Vienna, Monaco di Baviera, Varsavia). All’ingresso della mostra delle Gallerie d’Italia di Milano (visitabile fino al 5 marzo), il primo oggetto che ci accoglie, racchiuso entro una teca trasparente, è proprio una camera oscura portatile in legno appartenuta forse (ma secondo alcuni studiosi probabilmente no) a Canaletto. Il primo quadro della mostra, una tela di Canaletto, è il Campo Santi Giovanni e Paolo (circa 1738), di cui sono arrivati a noi anche gli schizzi preparatori (visibili in mostra su un monitor), fatti certamente con l’ausilio di una camera obscura.

Schizzi preparatori per la tela Campo Santi Giovanni e Paolo (circa 1738) di Canaletto.

Quello che colpisce a prima vista nel quadro è una precisione e un apparente realismo “di qualità fotografica”, ma un confronto diretto con quell’angolo di Venezia, tutt’oggi conservato quasi esattamente come all’epoca del dipinto, permette di scoprire che l’artista ha, sì, operato partendo da una ricognizione fatta per mezzo della camera ottica, ma ha anche arbitrariamente spostato il suo punto di osservazione tra uno schizzo e l’altro, tra una seduta di disegno e l’altra. Così facendo, ma ricomponendo con maestria più “riprese” fatte da punti di osservazione distinti, come dimostrato nel 1959 dallo storico dell’arte e massimo studioso della prospettiva Decio Gioseffi, Canaletto crea l’illusione di un punto di vista unico, più lontano, ma oggettivamente impossibile da realizzare nella pratica per la presenza di edifici al di qua del canale, il Rio dei Mendicanti, che si trova in primo piano nel quadro. Nelle parole della curatrice della mostra, Bożena Anna Kowalczyk: “un’immagine altamente sofisticata, irreale nelle proporzioni dei monumenti e nelle distanze, ma di grande bellezza.”

E qui torniamo alla domanda con cui abbiamo aperto l’articolo: per rappresentare la realtà del mondo preferiamo un pittore o un topografo, un artista o un geometra? La risposta, visti i risultati e soprattutto considerati i procedimenti e le strumentazioni utilizzate, sembra essere meno netta del previsto. Svelato il mistero dell’utilizzo “creativo” di uno strumento di conoscenza oggettiva come la camera ottica opteremmo per un tipo particolare di artista, come appunto Bellotto e Canaletto, che abbia fatta sua un’impostazione come quella qui ben descritta:

“Quelli che s’innamorano della pratica senza la scienza, sono come i nocchieri che entrano in naviglio senza timone o bussola, che mai hanno certezza dove si vadano. Sempre la pratica dev’essere edificata sopra la buona teorica, della quale la prospettiva è guida e porta, e senza questa nulla si fa bene” . Leonardo da Vinci – Trattato della Pittura, parte seconda - 77. Dell'errore di quelli che usano la pratica senza la scienza.

 

Cover: Antonio Canal, detto il Canaletto, Campo santi Giovanni e Paolo, 1738 ca, olio su tela, 46,4x78,1 cm, Londra, Royal Collection. Prestato da Sua Maestà Elisabetta II e visibile nella mostra “Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce”, dal 25 novembre 2016  al 5 marzo 2017 alle Gallerie d’Italia, Piazza della Scala, Milano.