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Accordo in vista?

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Accordo in vista fra Città della Scienza e Regione Campania? Il 16 settembre i due enti hanno emesso un comunicato in cui si dice che la Regione può sbloccare quasi due milioni di euro a fronte del ritiro, da parte della Fondazione, del decreto ingiuntivo con cui si chiedeva il pagamento di 4 milioni di euro (parte dei complessivi 7,6 milioni di euro dovuti dalla Regione).

Il tavolo tecnico, da cui è emersa questa soluzione, è composto da Guido Trombetti, Assessore regionale all’Università e alla Ricerca Scientifica; Maria Tirone, Vice Capo di Gabinetto del Presidente, Rosa Jossa dell’Avvocatura Regionale, e Vittorio Silvestrini, Presidente della Fondazione IDIS-Città della Scienza.

La proposta - che consentirebbe di pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti della Città della scienza - garantisce in sostanza il pagamento solo una parte dei crediti vantati dalla Fondazione Idis verso la Regione, e non dice nulla del futuro.

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Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.