fbpx Un viaggio sulle orme di Darwin con l'app Libroid | Scienza in rete

Un viaggio sulle orme di Darwin con l'app Libroid

Primary tabs

Read time: 2 mins

Il giornalista e scrittore Jürgen Neffe ha trascorso 7 mesi circumnavigando il globo sulle tracce di Charles Darwin. Il reportage scientifico nato dall'esperienza del fisico e biologo Neffe ha dato origine al primo Libroid. E' infatti proprio durante la stesura di "La vita - un viaggio" che Neffe ha avuto l'idea di creare un nuovo libro digitale.
Si legge sul sito ufficiale: il Libroid non è l’eBook, è la risposta digitale all’eredità di Gutenberg.

La struttura di un Libroid è composta da 3 colonne: nella colonna centrale il testo, a destra e sinistra 2 colonne più strette dedicate agli approfondimenti. Tra gli approfondimenti si trovano: foto, collegamenti esterni, fonti, interi libri, mappe, diagrammi, note, registrazioni audio, spartiti, grafici o link.
I contenuti che compaiono in queste colonne sono sempre correlati al testo presente nella colonna centrale.
Ruotando l'ipad in posizione orizzontale le 2 colonne laterali scompaiono per consentire una lettura tradizionale del testo. 

In un Libroid le pagine non si sfogliano ma si scorrono. Un numero percentuale in alto a destra indica in quale punto del Libroid ci si trova.

Nel Libroid è possibile sottolineare il testo o inserire delle note.

[video:http://www.youtube.com/watch?v=1IVlVH6MKAY]

E' possibile utilizzare l'app anche quando non si è connessi. Ma quando connessi, gli autori di un Libroid possono inserire in modo indipendente nuovi testi, traduzioni o contenuti e i lettori possono cambiare lingua, scambiare informazioni, note o commenti in tempo reale con altri utenti.

Un limite di Libroid è che non è prevista una versione stampabile.

[video:http://www.youtube.com/watch?v=ciZghUz8elg]

Anteprime dell'app:

Libroid Darwin unoLibroid Darwin dueLibroid Darwin treLibroid Darwin quattro

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Gli Usa sono fuori dall’Oms: che cosa succede ora?

Immagine del simbolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sullo sfondo di una bandiera statunitense

Il ritiro ufficiale degli Stati Uniti dall’Oms, divenuto effettivo il 26 gennaio 2026, apre una fase di forte incertezza per l’agenzia delle Nazioni Unite, che si trova a fare i conti con un grave deficit di bilancio e con pesanti tagli al personale. La riduzione dei finanziamenti, aggravata dal più ampio definanziamento dell’aiuto pubblico allo sviluppo, rischia di avere effetti drammatici soprattutto nei paesi a basso reddito, con milioni di decessi aggiuntivi entro il 2030 secondo uno studio pubblicato su The Lancet Global Health. Ma non mancheranno conseguenze negative anche per i paesi ricchi, Usa inclusi. L’Oms punta ora su un rafforzamento dei contributi obbligatori e su un maggiore impegno per l’indipendenza e la stabilità finanziaria.
Immagine realizzata con ChatGPT.

Che cosa succede all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ora che gli Stati Uniti si sono chiamati fuori?

Se ne discute da oltre un anno, ovvero da quando Trump ha annunciato il ritiro dall’organizzazione mondiale, diventato ufficiale il 26 gennaio 2026. Il 2 febbraio scorso il tema è stato affrontato anche dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha aperto i lavori della 158esima sessione del Consiglio Esecutivo dell’organizzazione presentando il 2025 come un anno “di contrasti netti”.