Coi micro-quanti spieghiamo sismi e global warming

Read time: 5 mins

Un lavoro pubblicato su Applied Physics Research, maggio 2011, segnala l'ottenimento di una nuova verifica del paradigma dei Micro-quanti che spiega diversi fenomeni naturali comprendenti, oltre a quelli classici della Relatività generale, diversi altri fenomeni astrofisici e planetari che viceversa non trovano risposta.

La nuova verifica è per certi versi particolare. Un secolo fa le verifiche delle teorie gravitazionali consistevano nella spiegazione di un qualche effetto astronomico non previsto dalla Meccanica classica. Celebre è il moto del perielio di Mercurio, che secondo le ultime osservazioni (via radar) risulta di 5599,7 secondi d'arco/secolo, con un errore di ± 0,04. Applicando la gravitazione di Newton al Sole e ai pianeti del sistema solare che influiscono su Mercurio, risulta un avanzamento pari a 5558,8 secondi d'arco/secolo, con una discrepanza di 40,9". L' affidabilità di questi complessi calcoli di riferimento non è nota con precisione. Ai tempi di Le Verrier (cioè ben prima dell’avvento della Relatività Generale, RG) la discrepanza della gravitazione newtoniana con le osservazioni era calcolata pari a 38". L’affermarsi della Relatività Generale come nuova teoria delle osservazioni, ha portato sia a nuove tecniche di osservazione (es, radar) , sia a introdurre nei più recenti calcoli di riferimento nuovi piccoli effetti gravitazionali tendenti a migliorare l’accuratezza della RG.

Come è noto, la correzione introdotta dalla Relatività Generale è pari a 43". Quindi l’incertezza rimane di alcuni secondi d’arco. A rigore non si è in grado di affermare, attribuendo lo scarto residuo soltanto ai calcoli di verifica, che la correzione relativistica soddisfi pienamente le osservazioni.

La verifica della deflessione della luce radente il disco del Sole fatta nel 1919 risultò incompleta a causa delle difficoltà della individuazione sulle lastre della posizione delle stelle più vicine al bordo solare (versione di Eddington). Solo negli anni '70 la misura diede il risultato previsto dalla teoria, ma utilizzando onde radio, non luce visibile (metodo più affidabile).

Oggi le verifiche sperimentali delle predizioni teoriche sono più complesse perché non hanno più a che fare con precise osservazioni astronomiche. Ad esempio la cosmologia è basata su interpretazioni di debolissimi segnali provenienti dalle lontane propaggini dell'Universo. Come pure la ricerca delle onde gravitazionali previste dalla Relatività Generale.

Le uniche osservazioni consistenti a disposizione (dopo la pubblicazione avvenuta nel 1997) sono quelle rilevate in abbondanza sulle "carote" ottenute perforando i ghiacci in Antartide e in Groenlandia. Numerosi ricercatori, come Dansgaard, Jouzel, Alley, Rahmstorf e tanti altri, hanno studiato i tracciati di temperatura ricavati dagli Ice-cores fino a centomila anni addietro. Ma i risultati segnano il passo, in quanto non si trova la causa fisica del fenomeno.

E' noto che negli ultimi 40 mila anni si sono verificati ripetuti riscaldamenti della superficie terrestre, con aumenti fino a 8°C nell'arco di poche decine di anni. Questi eventi di rapido riscaldamento, che prendono il nome di Dansgaard-Oeschger, si sono ripetuti per una dozzina di volte a distanza di circa 1.500 anni o multipli.

Oggi gli studiosi sono divisi tra chi ritiene che il riscaldamento venga dall'interno del Pianeta e chi ritiene invece che sia il prodotto di un rapido aumento dei gas serra. Tuttavia il tracciato delle concentrazioni di CO2 e CH4, rilevato negli Ice-cores insieme alla temperatura, non sono consistenti con gli effetti rilevati. Sono stati analizzati anche gli effetti delle variazioni della insolazione in dipendenza dell'orbita della Terra, ma senza successo.

La potenza termica emessa dal Pianeta ammonterebbe secondo i calcoli classici (basati sulla estensione al fondale degli oceani del gradiente termico rilevato nei continenti) a circa 4,4x1013 watt, ma non è sufficiente per spiegare i fenomeni. La potenza gravitazionale della Terra fornita dal paradigma dei Micro-quanti (vedi Progress in Phys Jan 2010) è pari a 2,6x1015 watt , cioè circa 60 volte quella calcolata con i metodi classici. Ciò spiega una serie di fatti, tra cui gli eventi sismici e le oscillazioni di temperatura dovute a rapido riscaldamento (Dansgaard-Oeschger) come descritto nel paper su Applied Physics Resarch. In realtà la spiegazione basata su una notevole potenza termica emessa avrebbe potuto prevalere da tempo, visto che vi sono osservazioni astronomiche della potenza infrarossa emessa dai pianeti giganti del sistema solare, che risulta 7-10 volte superiore a quella di un pianeta inerte che si raffredda nello spazio.

Tuttavia, senza una convincente predizione della elevata potenza gravitazionale generata nei pianeti, non si sarebbe pervenuti tanto presto a individuare la causa dei rivolgimenti geologici e climatici del pianeta. La spiegazione dettagliata dell’evento Dansgaard-Oeschger fornita dal paper richiederà probabilmente un aggiornamento delle varie teorie (Deriva dei continenti, Tettonica a placche, etc.) che hanno finora cercato di spiegare i cambiamenti geologici e la sismicità della crosta terrestre.

La teoria dei micro quanti di Maurizio Michelini prevede la presenza di sorgenti gravitazionali "addizionali" nel quadro di una teoria più generale dell'inerzia e della gravitazione. La forza gravitazionale dipende infatti non dalla "massa gravitazionale" di Newton ma da una complessa azione di autoschermo esercitata sulle masse da un flusso di micro-quanti (con lunghezza d'onda uguale alla lunghezza di Planck ed energia piccolissima) che riempie l'universo. Nelle collisioni dei micro-quanti con la materia si generano innanzitutto le forze d'inerzia relativistiche. Inoltre, all'interno dei corpi celesti superdensi i micro-quanti subiscono un numero di collisioni altissimo, perdendo un poco della loro energia e generando una forza gravitazionale addizionale. Ad esempio, la costante di gravitazione delle stelle di neutroni è pari a 200-300 volte G. Poiché le stelle di neutroni sono disseminate nelle galassie, può essere sufficiente che rappresentino 2-3% della massa totale per sortire un effetto gravitazionale tale da spiegare (insieme con il contributo della popolazione di nane brune) le elevate velocità di rotazione osservate. (da Wikipedia)

- Michelini M. The Gravitational Power Originating the Earthquakes and the Dansgaard-Oeschger Catastrophic Events. Applied Physics Research 2011; 1. (link)
- Michelini M. Physical Phenomena and Theoretical Problems Explained by the Micro-Quanta Paradigm. Applied Physics Research 2010; 2. (link)

altri articoli

‘Oumuamua, l’intruso d’altri mondi

Raffigurazione pittorica di ‘Oumuamua, il primo e unico asteroide interstellare scoperto finora. Le osservazioni, prontamente compiute da numerosi osservatori, indicano che si tratta di un oggetto scuro, rossastro, con composizione rocciosa o metallica e dalla struttura estremamente elongata. Da quanto ci è dato di sapere, insomma, ‘Oumuamua sarebbe completamente differente da tutti gli oggetti del Sistema solare a noi noti. Crediti: ESO/Martin Kornmesser.

In fondo ce lo aspettavamo. Con l’abbondanza di sistemi planetari esistenti nella nostra Galassia, è pressoché inevitabile che un oggetto sfuggito da uno di essi possa passare dalle parti del Sole. Considerando le situazioni confermate, a tutt’oggi siamo a quota 2.780 sistemi per un totale di 3.710 pianeti, ma se mettiamo in conto anche le situazioni in attesa di conferma i numeri lievitano a 6.339 pianeti in 5.152 sistemi planetari.