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Home » Campi del sapere » Economia

Lettera al ministro Profumo

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Bandi Prin

Caro Ministro Profumo,

I nuovi bandi per i Progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin) e per i fondi "Futuro in Ricerca" sono sicuramente un fatto positivo di cui le va reso atto. A differenza di precedenti governi, infatti, i bandi sono usciti per tempo a gennaio ripristinando la certezza sui tempi. Tuttavia, come è emerso anche nel recente dibattito sui media, le modalità di assegnazione dei nuovi bandi contengono alcune lacune. In particolare:

  • Il numero prestabilito di progetti ammissibili per ogni singola Università induce un’allocazione distorta delle risorse che danneggia gli atenei migliori (o che recentemente sono migliorati), e costringe le singole Università a un compito di selezione che non spetta loro e a cui non sono attrezzate.
  • Il vincolo che ogni progetto finanziato preveda la partecipazione di almeno 5 unità di ricerca (2 unità nel caso di alcune aree disciplinari) consente di finanziare solo progetti in collaborazione e di grandi dimensioni, a scapito dei progetti individuali o formati da un numero più piccolo di collaboratori. Questa restrizione non trova alcuna valida giustificazione nella prassi della ricerca internazionale, e inevitabilmente costringerà i ricercatori a presentare progetti aggregati non perché ciò sia davvero nell’interesse della loro produttività scientifica, ma solo perché costretti a farlo da vincoli formali e burocratici.

Queste lacune rischiano di vanificare l’efficacia dello sforzo che il suo Ministero sta facendo per potenziare la qualità della ricerca in Italia, a cominciare dalla quantità rilevante di fondi banditi pur in un momento di particolare ristrettezza economica.

Sebbene gli effetti di queste restrizioni siano stati resi meno dannosi dalle modifiche recentemente introdotte con il DM 02/2012, gli inconvenienti sopra elencati rimangono rilevanti e penalizzanti per la ricerca italiana.

La invitiamo pertanto a rimuovere i vincoli restanti e sopra menzionati, in modo da allineare pienamente la procedure italiane a quelle della migliori prassi scientifiche internazionali.

Cordiali saluti.
Gruppo 2003

2 febbraio, 2012 da Gruppo 2003


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#1 Bene la lettera; due appunti.

ritratto di Renzino l'Europeo
17 gennaio, 2012 - 00:42 da Renzino l'Europeo
Bene il testo. Due appunti. La ricerca collaborativa è possibile e finanziabile, purché (come nel resto del mondo) si faccia con bandi distinti rispetto a quella "senza vincoli". Infine: si chieda anche più trasparenza sulla costituzione del CNGR. E' vero che ci sarebbe già un Comitato di Selezione? Come opera??
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#2 Molto ingenui ! Sono altre le strade da seguire

ritratto di Michele Ciavarella
20 gennaio, 2012 - 19:07 da Michele Ciavarella
Carissimi mentre fremono incontri febbrili in tutta italia per cercare di capire come fare le selezioni IPERDARWINIANE di un numero ristrettissimo di progetti PRIN da presentare, e continuano proteste varie che fanno un baffo a Profumo, le tre possibilita' concrete per chi, come tanti ormai tra gli intelligenti, ha capito che si tratta di un ennesimo piano per dare piu' FFO alle Univ. Virtuose anche attraverso i soldi del PRIN, dato che alla fine chi prende i PRIN risulta nei ben parametri tutti interni e circolari tra gli amici degli amici che abbiamo in italia. Provate voi a fare i conti di chi va a prendere i PRIN e solo le stesse virtuose di sempre. Vi consiglio 3 strategie, senza avere il tempo di combattere anche questa battaglia, sperando qualcuno la raccolga.. 1) entrare tra gli amici degli amici dei virtuosi . Che fanno in molti rendendosi omertosi al sistema 2) presentare ognuno una rete che comprenda se magari meritevole ma non virtuoso, e TUTTI GLI ALTRI VIRTUOSI, almeno cosi' avete delle chance. Non conta nulla cosa scrivete, dite anche cose assurde, nessuno se ne accorgera' 3) La piu' elegante e democratica, ma anche difficile per gli egoismi generali. NESSUNO fa domanda. Una protesta silenziosa, difficile da montare, ma sarebbe efficacissima. Si potrebbe passare l'anno prox ad un finanziamento DOPPIO, che venga distribuito a PIOGGIA agli individui meritevoli. COME UNA VOLTA AI VECCHI TEMPI DEL FONDO 40% o 60% non ricordo, quanto la Universita' seguiva i principi democratici della Costituzione e di Piero Calamandrei. p.s. le lettere nobili del gruppo2003 hanno ben poco effetto, al limite si fanno delle modifiche cosmetiche.... Saluti, MC
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#3 A nome della Consulta CSCV,

ritratto di Giuseppe Mancia (CSCV)
23 gennaio, 2012 - 12:45 da Giuseppe Mancia (CSCV) (non verificato)
A nome della Consulta CSCV, che raggruppa le principali Società Scientifiche attive nella prevenzione cardiovascolare, esprimo apprezzamento e sostegno alla lettera del Gruppo 2003 indirizzata al Ministro Profumo. Giuseppe Mancia Coordinatore della Consulta CSCV www.consulta-cscv.it
  • rispondi

#4 Lettera a Profumo

ritratto di Vito De Pinto
28 gennaio, 2012 - 18:08 da Vito De Pinto (non verificato)
Carissimi, Mi trovo abbastanza d'accordo con le osservazioni di Michele Ciavarella. Una prima lettura del bando PRIN spinge ad interpretarlo come un'estensione del finanziamento alle Università, una sorta di supplemento al FFO targato Ricerca. Infatti si prefigura la possibilità alle varie Università di partecipare con un numero di progetti proporzionale al numero dei propri componenti, proprio uno dei parametri principali delle distribuzione del FFO. Inoltre non si capisce con quali criteri verrà effettuata la scelta finale a livello ministeriale, quando si dovranno escludere circa la metà dei progetti pervenuti. Tra i criteri che si può immaginare ci possano essere, ci sono l'equilibrio fra le Aree Scientifiche ma anche un certo equilibrio tra gli Atenei: non sembra possibile che alcuni di essi verranno del tutto cassati! Da qui l'impressione che una regìa "superiore" porti questi finanziamenti a replicare logiche da FFO. Ma il pericolo è un altro. Demandare alle Università la selezione dei progetti non è soltanto costoso per le Università, ma prefigura anche la possibilità di manipolazioni o scelte verticistiche a livello locale. Se ho compreso il bando, da esso si desume che saranno le stesse Università a scegliere a quali revisori mandare i progetti, sia pure scelti negli albi del MIUR. E pensiamo che in ogni Università questa scelta sarà effettuata senza alcun bias, se perfino le scelte dei reviewer, a livello nazionale negli anni passati, venivano effettuate, come dicono i bene informati, "su misura"? Questo scoraggerà i ricercatori che non si sentono competitivi non tanto nel loro settore di ricerca quanto all'interno della propria Università. Ogni Università cercherà di promuovere i progetti che giudicherà avere più probabilità di successo o con capofila che possano competere su scala nazionale, su parametri del tutto imprevedibili e differenti da luogo a luogo. Inoltre la possibile dinamica interna è che in ciascuna Università venga presentato un numero di progetti coincidente con quelli che lo stesso Ateneo può presentare al MIUR, a seguito di una più o meno tacita "spartizione" fra Dipartimenti e/o Facoltà, in modo da garantire una certa qual equa suddivisione. Se questo fosse il risultato voluto dal dirigismo ministeriale allora perchè non distribuire i soldi per la ricerca, se non a pioggia, sulla base di criteri puramente meccanicistici fra i singoli ricercatori (es= tot pubblicazioni = tot soldi)? Tra poco l'ANVUR disporrà di tanti numeri da poter avere un quadro preciso della situazione. Se invece lo spirito del Governo dei nostri colleghi professori è quello di stimolare la competizione scientifica allora sarebbero da auspicare molti progetti di ricerca basati su tematiche di ricerca forti, fatti con coraggio, anche nelle scienze di base che vedono poche altre fonti, e spingere le Università a fare una vera selezione di merito e di validità dei progetti e delle coalizioni di ricercatori. Probabilmente il bando avrebbe dovuto essere più chiaro su questi aspetti. Infine penso di interpretare gli auspici di altri sperando che le regole di PRIN e FIRB si stabilizzino per un po' e non continuino a cambiare di anno in anno rendendo la vita di noi scribacchini della ricerca sempre così varia e..... interessante! Saluti a tutti e buona scrittura vito
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