Lettera al ministro Profumo

Read time: 2 mins

Caro Ministro Profumo,

I nuovi bandi per i Progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin) e per i fondi "Futuro in Ricerca" sono sicuramente un fatto positivo di cui le va reso atto. A differenza di precedenti governi, infatti, i bandi sono usciti per tempo a gennaio ripristinando la certezza sui tempi. Tuttavia, come è emerso anche nel recente dibattito sui media, le modalità di assegnazione dei nuovi bandi contengono alcune lacune. In particolare:

  • Il numero prestabilito di progetti ammissibili per ogni singola Università induce un’allocazione distorta delle risorse che danneggia gli atenei migliori (o che recentemente sono migliorati), e costringe le singole Università a un compito di selezione che non spetta loro e a cui non sono attrezzate.
  • Il vincolo che ogni progetto finanziato preveda la partecipazione di almeno 5 unità di ricerca (2 unità nel caso di alcune aree disciplinari) consente di finanziare solo progetti in collaborazione e di grandi dimensioni, a scapito dei progetti individuali o formati da un numero più piccolo di collaboratori. Questa restrizione non trova alcuna valida giustificazione nella prassi della ricerca internazionale, e inevitabilmente costringerà i ricercatori a presentare progetti aggregati non perché ciò sia davvero nell’interesse della loro produttività scientifica, ma solo perché costretti a farlo da vincoli formali e burocratici.

Queste lacune rischiano di vanificare l’efficacia dello sforzo che il suo Ministero sta facendo per potenziare la qualità della ricerca in Italia, a cominciare dalla quantità rilevante di fondi banditi pur in un momento di particolare ristrettezza economica.

Sebbene gli effetti di queste restrizioni siano stati resi meno dannosi dalle modifiche recentemente introdotte con il DM 02/2012, gli inconvenienti sopra elencati rimangono rilevanti e penalizzanti per la ricerca italiana.

La invitiamo pertanto a rimuovere i vincoli restanti e sopra menzionati, in modo da allineare pienamente la procedure italiane a quelle della migliori prassi scientifiche internazionali.

Cordiali saluti.
Gruppo 2003

altri articoli

Fattori genetici di rischio per l'Alzheimer: le nuove varianti identificate

Placche di beta-amiloide nel campione autoptico di un paziente con malattia di Alzheimer. Crediti: Jensflorian/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 3.0

Il più grande studio internazionale condotto finora ha portato all'identificazione di cinque nuove varianti genetiche che costituiscono fattori di rischio per la malattia di Alzheimer. I geni coinvolti sono implicati nei meccanismi dell'immunità e dell'infiammazione, processi la cui importanza nello sviluppo della malattia risulta dunque confermata. Un'ipotesi è che le cellule della microglia si attivino nel tentativo di fagocitare la proteina amiloide ma, non riuscendoci, si determini la de-regolazione di tutto il sistema. La ricerca, pubblicata su Nature Genetics, rappresenta inoltre un'importante conferma dei risultati degli studi precedenti, come varianti correlate al rischio di sviluppare la malattia in geni che agiscono sul metabolismo dell'amyloid precursor protein