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Scatta e condividi per stare in forma!

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Lo scopo di The Eatery è quello di migliorare le abitudini alimentari degli utenti.

Il metodo utilizzato per raggiungere questo obiettivo non è quello solito del conteggio delle calorie ma è piuttosto originale. Ogni utente infatti deve fare una foto a ciò che mangia e darle un punteggio, da una a 11 stelline, in base a quanto ritiene che il cibo fotografato sia sano. La foto viene poi inviata agli altri utenti che le assegnano un punteggio in base allo stesso principio.
La speranza è quella che voti bassi invoglino gli utenti a evitare cibi grassi e poco sani.

The Eatery consente anche di tener traccia di tutti pasti consumati, di visualizzare statistiche e fare confronti con giorni, settimane e mesi passati.

[video:https://vimeo.com/31231250]

Per utilizzare The Eatery è necessario essere connessi.

L'app è divertente, la grafica accattivante e se giudizi negativi e statistiche si riveleranno utili ad avere abitudini alimentari più sane, si meriterà certamente 5 stelle.

Anteprime dell'app:

The eatery 1 The eatery 2 The eatery 3 The eatery 4


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Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Coppia con bandiera arcobaleno

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.