• newsletter
  • Chi siamo
  • Partner
  • Log in/Crea un account
  • English
  • Italiano
Home
  • Cerca
  • Documenti
  • Archivio
  • Indice
  • Blog
  • Topic
  • TV
  • @ Scuola
  • Innova
  • Scienza+20
Home » Campi del sapere » Scienze della vita

Stretto di Messina, paradiso della biodiversità

  • 3743 letture
Bookmark/Search this post with
  • Facebook Like
  • Share on Facebook
  • Linkedin Share Button
  • Tweet Widget
  • Print Pdf
  • Print Mail
Scienze della vita

Corolla spectabilis
Zoom In
Corolla spectabilis

Pilumnus inermis
Zoom In Pilumnus inermis 
Errina aspera
Zoom In
Errina aspera 

Ophiactis balli
Zoom In
Ophiactis balli

Portunus pelagicus
Zoom In
Portunus pelagicus

Albunea carabus
Zoom In
Albunea carabus

Chauliodus sloani
Zoom In
Chauliodus sloani

Argyropelecus hemigymnus
Zoom In
Argyropelecus hem.

Antipathes subpinnata
Zoom In
Antipathes subpinn.

Cetorhinus maximus
Zoom In
Cetorhinus maximus

Myliobatis aquila
Zoom In
Myliobatis aquila 

Sebbene il Mediterraneo rappresenti soltanto lo 0,8% della superficie marina dell'Oceano mondiale, la sua biodiversità risulta straordinariamente elevata, soprattutto nelle acque dello Stretto di Messina. L'intenso idrodinamismo, la bassa temperatura e l'abbondanza di sali di azoto e fosforo rendono queste acque simili a quelle atlantiche. Per tale motivo numerose specie, tipicamente atlantiche come le Laminarie (grandi alghe brune), sembrano trovare proprio in questo ambiente esclusivo rifugio. Lo Stretto di Messina, in funzione della sua particolare posizione di confine fra i due bacini occidentale e orientale del Mediterraneo, è un eccezionale punto di osservazione per i flussi migratori delle specie che percorrono i due bacini. Nel suo areale, infatti, convergono o transitano moltissime comunità planctoniche, anche di lontana origine, come il gasteropode Corolla spectabilis (farfalla di mare), il crostaceo decapode Pilumnus inermis, una delle specie più rilevanti nell'associazione dell’idrocorallo Errina aspera, la piccola ofiura Ophiactis balli, la rara oloturia Ocnus petiti e i crostacei Parthenope expansa e Portunus pelagicus.

Un caso particolare è il crostaceo Albunea carabus che, pur essendo un elemento di origine calda (ospite senegalese), estende il suo areale dal Canale di Sicilia (dove l'influenza atlantica è molto marcata) al bacino occidentale. Non mancano sicuramente all’appello, la numerosa e varia fauna batipelagica (chiamata fauna abissale) rappresentata dal «pesce vipera» (Chauliodus sloani) «l’Ascia d’argento» (Argyropelecus hemigymnus) e nelle acque antistanti Scilla i celenterati attinie, madrepore e coralli.

Speciale menzione merita poi la presenza, subito a nord del promontorio di Scilla, di grandi colonie di corallo nero del Mediterraneo (Antipathes subpinnata), delle vere e proprie foreste fra le più estese al mondo. Mentre, lungo le coste calabresi tra San Lorenzo e Ferruzzano, nidifica la tartaruga marina Carretta carretta.

Nelle acque calabresi non è raro identificare specie a rischio di pesci cartilaginei, come squali del Mediterraneo e razze, che spesso costituiscono un’importante frazione delle catture accessorie (by-catch) della pesca professionale. La percentuale di riduzione dei grandi predatori ha superato negli ultimi due secoli il 97%. Un fenomeno di notevole interesse scientifico visto che la presenza degli squali, definiti «top predator», è considerata fondamentale per il mantenimento degli equilibri marini. Recentemente è anche stato catturato un baby esemplare di Cetorhinus maximus (squalo elefante). Un evento straordinario, sia perché prima testimonianza registrata lungo il versante ionico della Calabria, sia perché la presenza di un piccolo conferma che il Mediterraneo non è solo area di alimentazione ma anche zona di riproduzione per questo animale. Qui si concentrano infatti lo squalo elefante e martello (Sphyrna sp.), l’aquila di mare (Myliobatis aquila), il pesce vacca (Hexanchus griseus) e la verdesca (Prionace glauca).

Ma come preservare allora questo paradiso?

Attraverso strategie di tutela e conservazione delle specie autoctone ed endemiche. Lo studio della biodiversità marina, sottovalutato per troppo tempo, negli ultimi anni si è particolarmente intensificato per sviluppare interventi di tutela sia degli habitat sia degli organismi a rischio estinzione o in condizioni di precario equilibrio.

Allo stato attuale, frequenti episodi di depauperamento ambientale stanno provocando la perdita di alcune particolarità biologiche, soprattutto di quegli organismi che si trovano ai vertici della piramide alimentare, quali cetacei, pesci cartilaginei, tartarughe, solo per citarne alcuni.

L’eccessivo sfruttamento della fascia costiera provoca una condizione inevitabile di alterazione dell’ecosistema marino, soprattutto della piattaforma continentale. E a incrementare i delicati equilibri ecologici dell’ecosistema, anche i catastrofici eventi naturali di infangamento delle acque marine costiere, con squilibri spesso irreversibili. Una corretta politica di tutela del mare deve necessariamente essere integrata da una corretta gestione della difesa del suolo.

E per poter comprendere il funzionamento dell'ecosistema marino, la sua risposta ai cambiamenti naturali e a quelli indotti dalle attività umane, è nato un centro di eccellenza per lo studio della biodiversità marina a Catona, in provincia di Reggio Calabria, nella sede regionale denominata ex-Ciapi. Grazie ad un Accordo di programma tra Regione Calabria e Istituto per l’Ambiente Marino Costiero (Iamc-Cnr) di Messina, Università Mediterranea di Reggio Calabria, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), e Università di Siena, Calabria, Cagliari, il Centro coordinerà tutti i progetti scientifici mirati alla tutela della biodiversità marina.

I ricercatori dell’Iamc-Cnr di Messina saranno coinvolti in studi di monitoraggio ambientale con particolare riferimento al censimento e alla tutela delle specie animali e vegetali che popolano le acque marine della zona. Le attività di ricerca saranno principalmente orientate alla valutazione del tasso di perdita della biodiversità, all’identificazione e quantificazione di specie alloctone non mediterranee (specie aliene), all’identificazione dei principali fattori di minaccia della biodiversità e all’elaborazione di strategie di conservazione delle specie autoctone e degli habitat sensibili presenti: dalle risorse marine rinnovabili (selettività degli attrezzi, salvaguardia delle taglie minime, controllo della pesca illegale sottocosta ecc.), al censimento delle specie che costituiscono il by-catch (catture accessorie prive di valore economico) della pesca professionale, fino alla realizzazione di una banca dati georeferenziata di tutte le specie animali e vegetali e l’individuazione di biocenosi costiere di particolare interesse ambientale.

L’elemento di forza sarà la sinergia tra il mondo della ricerca e le Amministrazioni locali che potranno attuare misure tecniche di conservazione sulla base di dati scientifici.

ritratto di Paola Rinelli Paola Rinelli
Primo Ricercatore presso l’Istituto Ambiente Marino Costiero del CNR, Sezione di Messina

5 aprile, 2010 da Silvia Mattoni


Commenti

Disclaimer

Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.

Condizioni generali del servizio

Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Digita i caratteri visualizzati nell’immagine. Non c’è distinzione tra maiuscole e minuscole.

Se ti è piaciuto questo articolo aiuta Scienza in rete a crescere ancora, leggi come.

Silvia Mattoni
ritratto di Silvia Mattoni
Ufficio stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche
Paola Rinelli
ritratto di Paola Rinelli
Ecologia/Ambiente
Istituto Ambiente Marino Costiero del CNR, Sezione di Messina

Più letti

  • Oggi
  • Settimana
  • Mese
  • Anno
  • Mappa del rischio sismico (257)
  • Arriva la "slow medicine" (218)
  • Tutto o quasi sui terremoti Italiani con l'app dell'INGV (115)
  • Consumo di suolo, emergenza italiana (115)
  • La sindrome del Salto di Quirra (90)
  • Consumo di suolo, emergenza italiana (542)
  • Ppt in un tap (forse qualcuno di più) su iPad (313)
  • Astrofisica da Nobel, 8 riconoscimenti in 50 anni (291)
  • Mappa del rischio sismico (257)
  • Nucleare iraniano, la diplomazia unica opzione praticabile (254)
  • Cannabis: perché ora è pericolosa (2,633)
  • Che cosa vale una laurea? Finalmente se ne discute (1,440)
  • Alba, Luna e Mercurio (1,299)
  • Homo immortalis. Una vita quasi infinita (1,011)
  • Alla scoperta di luce e colori (898)
  • Quando l'inquinamento industriale accorcia la vita (7,120)
  • La ricerca italiana non sta tanto male nel mondo (6,232)
  • Tasse universitarie: fatti, miti e ideologia (5,235)
  • I laboratori del Gran Sasso (4,857)
  • La lingua dei segni (4,195)

Pubblicati di recente

  • Articoli
  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • La sindrome del Salto di Quirra 23 Maggio 2012
  • Arriva la "slow medicine" 22 Maggio 2012
  • La preparazione del documento per Rio+20 21 Maggio 2012
  • Ppt in un tap (forse qualcuno di più) su iPad 18 Maggio 2012
  • Nucleare iraniano, la diplomazia unica opzione praticabile 18 Maggio 2012
  • Pericolosità sismica di riferimento per il territorio nazionale
  • Frane e inondazioni in Italia
  • uragani
  • See video
  • See video
  • See video
  • See video

Campi del sapere

  • Campi del sapere
    • Scienze della vita
    • Scienze della Terra
    • Fisica
    • Matematica
    • Economia
    • Chimica
    • Scienze umane
    • Tecnologia
    • Ambiente & sanità

Scienza e società

  • Scienza e società
    • Politica della ricerca
    • Filosofia della scienza
    • Storia della scienza
    • Etica e scienza
    • Scienza e pace
    • Arte e scienza
    • Innovazione e impresa
    • Università

Scuola

  • Scuola
    • Primaria
    • Secondaria
    • Educazione informale
    • Scuolabook

Rubriche

  • Editoriale
  • App4Scientist
  • Breaking news
  • Janus
  • Monitor
  • Osservatorio sulla ricerca
  • Pro e contro
  • Recensioni
  • Segnali
  • Vero o falso?
  • 150 scienziati d'Italia
  • In agenda

Documenti

  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • Slide
  • Autori
  • Pubblicazioni
  • Rassegna stampa
  • Biblioteca

Partner del progetto

Siti amici

  • eurodesk   
    issnaf

Master

  • macsis   
    mcs

Copyleft

Crediti

  • Ambiente
  • Astronomia
  • Biologia
  • Chimica
  • Fisica
  • Medicina
  • Politica della Ricerca
  • Scienze matematiche, fisiche e naturali
  • Scienze sociali
  • Tecnologia e scienze applicate

Icons by Axialis Team