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Home » Campi del sapere » Matematica

Pedoni in risonanza

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Matematica

La dinamica delle folle ha stimolato in tempi recenti l'interesse dei matematici applicati. Ciò è avvenuto soprattutto in conseguenza di eventi di grande portata, spesso catastrofici, che hanno fatto capire l'importanza di affiancare ai tradizionali metodi di indagine scientifica, quali l'osservazione sperimentale, strumenti di simulazione e predizione.

londo millenium bridge
London Millennium Bridge

Emblematico è il caso del London Millennium Bridge, un ponte pedonale sul Tamigi chiuso due giorni dopo la sua inaugurazione nel 2000 a causa di forti oscillazioni latera­li che compromettevano la sicurezza dei passanti. Appro­fondite (e costose) analisi supplementari accertarono che le instabilità erano dovute a fenomeni di risonanza inne­scati dagli stessi pedoni. Il ponte venne definitivamente riaperto due anni più tardi, ma le sue vicissitudini resero evidente la necessità di studiare l'accoppiamento folla-struttura in fase di progettazione di infrastrutture pedona­li.

Ponte jamarat
Ponte Jamarat
durante un pellegrinaggio

Un altro esempio significativo è il ponte delle Jamarat a Mina, una città dell'Arabia del Sud vicino a La Mecca, annualmente meta del Hajj, il pellegrinaggio che i musulmani fisicamente ed economicamente abili devono compiere almeno una volta nella vita. L'elevato numero di pellegrini che affollano il ponte in quelle occasioni ha provocato, negli anni Novanta, la morte di numerose persone schiacciate dalla folla. I mo­delli matematici hanno aiutato a studiare la dinamica del flusso di pellegrini, suggerendo contromisure per miglio­rare la sicurezza dell'evento.

Anche senza chiamare in causa eventi così importanti, si può fare quotidianamente esperienza di luoghi affollati: centri commerciali, stazioni, aeroporti, stadi, nella cui progettazione rientra sempre più spesso la simulazione virtuale. Essa consente infatti di studiare ambienti che ri­spondano ai necessari criteri di sicurezza per i loro fre­quentatori, senza costruirli veramente se non in ultima battuta.

Costruire un modello matematico

La costruzione di un modello per il moto di folle richiede di descrivere con il linguaggio della matematica un sistema fortemente non standard. Infatti i pedoni obbediscono solo in minima parte alle leggi della meccanica newtoniana e per il resto sono capaci di prendere decisioni e di auto-orga­nizzarsi.

Uno degli approcci modellistici più in voga nella letteratura scientifica è quello macroscopico, così chiamato perché adotta un punto di vista a larga scala e guarda alla densità dei pedoni, assimi­lando idealmente questi ultimi ad un mezzo continuo (ad esempio un fluido) distribuito nello spa­zio. Il principio di base dei modelli macroscopici è la conservazione della massa: durante il moto i pedoni si spostano da un luogo all'altro, ma la loro quantità totale non varia almeno finché essi non escono dalla zona di osservazione. Ciò significa che la variazione nel tempo della quantità di pedoni in una qualsiasi sotto-zona, diciamo S, è dovuta unicamente al flusso di pedoni che ne attraversano il contorno:

variazione dei pedoni contenuti in S = (flusso entrante in S) - (flusso uscente da S).

I modelli considerano inoltre che la dinamica del sistema è determinata essenzialmente da due fattori: da un lato la volontà di ogni pedone di raggiungere una certa destinazione, dall'altro le inte­razioni che possono far deviare i pedoni dalle loro traiettorie preferenziali (infatti le persone gene­ralmente non amano stare troppo a contatto e tendono ad evitare le zone di maggiore affollamento). Risolvendo le equazioni dei modelli con un computer si può visualizzare la densità dei pedoni a di­versi istanti di tempo e trarre indicazioni utili sul raggiun­gimento di particolari livelli critici di congestione in alcu­ne aree.

Simulazione di flusso pedonale attra¬verso passaggi stretti.
Simulazione di flusso pedonale
attraverso passaggi stretti

Un modello matematico per la simulazione dei flussi pedonali mette a disposizione un "laboratorio virtuale" per studiare, in tempi relativamente brevi e a costo quasi nullo, molte situazioni spesso non facilmente sperimenta­bili in pratica. Infatti, non è semplice realizzare esperi­menti per raccogliere dati sul comportamento dei pedoni, perché le persone possono essere  influenzate dal fatto di sapersi osservate o dal fatto di sapere che stanno effet­tuando una simulazione.  Inoltre, i dati sperimentali non costituiscono da soli strumenti di indagine sufficienti, poi­ché sono istantanee statiche di eventi particolari, mentre i fenomeni più interessanti avvengono a livello dinamico e sono diversi caso per caso (Si veda qui a fianco una simulazione bidimensionale di un flusso di pedoni attraverso passaggi stretti. I colori rappresentano i diversi valori assunti dalla densità della folla nei punti del piano, in base alla scala mostrata sulla destra). I modelli matematici colgono invece il caso medio, ne descrivono l'evo­luzione dinamica e permettono di riprodurlo un numero illimitato di volte.

15 ottobre, 2009 da Andrea Tosin


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#1 Volevo segnalare un caso forse simile di un ponte sul Volga

ritratto di Michele Ciavarella
25 maggio, 2010 - 10:31 da Michele Ciavarella
Su un blog di Harvard di meccanica, che io frequento molto, e che ha ben 20 mila iscritti e forse 200 mila lettori, è stato recentemente segnalato questo caso http://www.imechanica.org/node/8280 "The autovibrations of the bridge over Volga river in the city of Volgograd(Russia) were filmed (not by me) today on 05/21/2010. The amplitude reachedabout 1 m. The bridge opening was just six months ago... Apparently, either the bridge frame drag was too high or torsional stiffness / damping too low. " di cui si trova video su Youtube http://www.youtube.com/watch?v=uWP5d2t2JVE&feature=player_embedded Io ho fatto dei miei commenti sulle possibili cause, e non si capisce bene se il ponte presenta fenomeni di autoeccitazione tipo il flutter aerodinamico del famoso ponte Tacoma, studiato da Von Karman e che ha generato decenni di studi, oppure quello del Ponte del Millenium Bridge. Sarebbe utile un confronto/dibattito sul tema, e invito i lettori di scienzainrete, nonchè il matematico Andrea Tosin, a ragionarci insieme. Si trovano sul sito anche dei commenti relativi alla valutazione di ufficiali russi sull'evento, che hanno smorzato il panico facendo riferimento a vernici fragili sul ponte, che dimostrerebbero la non pericolosità delle oscillazioni, ma sollecito maggiore approfondimento. After visual inspection (http://top.rbc.ru/incidents/21/05/2010/410041.shtml), the vice minister of the Transportation Dept. of Russia, Mr. Belozerov said "The bridge is absolutely OK". Layer of paint deposited on the metal frame of the bridge forms a stiff coating. The official said, that cracking of the paint layer could give evidence of the deformations however, nothing of the kind can be observed. He also added, that the paving asphalt is also absolutely OK, all the structural parts are where they belong to. Preliminary, he said, the wind speed of 16 m/s could be responsible for the bridge vibrations.This happens periodically in Volgograd. According to his words, the experts are now trying to determine the reasons for the onset of the observed vibrations. "According to the videorecording, the amplitude of vibrations amounted to about 40 cm. But this was allowed for in terms of the permissible metal elongation for this structure. The official has also reassured, that the joinings (weld?) of the bridge will be inspected by ultrasound measurements prior to the bridge reopening. Width of the Volga river under the bridge is about 1 km. The actual span of the bridge over the Volga river is about 2.9 km according to my measurements using the Google Earth. http://en.wikipedia.org/wiki/Volgograd_Bridge Tacome collapsed under 40-mile-per-hour (64 km/h) wind, which is higher but not far from the 16m/s wind conditions you indicate. Also, the official says the bridge is covered with stiff paint to control the cracks. This is quite surprising. If the excursions are 40 cm, surely there must be some deformation, even by visual inspection. It is true, however, to distinguish a self-excited phenomenon, that we have to consider the energy input from the wind, but also to consider if this is resonating or not. A self-excited phenomenon in theory doesn't need any significant amount of initial perturbation. The initial perturbation grows unbouded exponentially in time. If you start small, you just take longer to reach the non-linear part where there is some "damping" and additional resistance. So I am not sure now if your case is or not self-excited phenomenon or not. I would need to check the video. Was the oscillation constant in time, or it appeared to increase? We need more quantitative descriptions. However, to say something quantitative, we need a model of the bridge. It is not a single span bridge, so we need at least the model of a single structure between two pillar. If you have these data, imechanica (or perhaps just my students) can make a FEM model easily! I miei contatti sono allegati e sono a disposizione per la discussione.
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Andrea Tosin
ritratto di Andrea Tosin
Matematica
Istituto per le Applicazioni del Calcolo (IAC) "M. Picone" - Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

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