I saperi in rete, la conoscenza libera di Federica

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Il moltiplicarsi dei saperi e delle tecnologie ha certamente modificato il modo di studiare, di informarsi e di lavorare. Il Web è diventato fonte di ricerca, informazione, condivisione: cercando documenti e materiali, consapevolmente o meno si costruiscono e modellano i propri percorsi, fino a giungere in alcuni casi anche alla ricostruzione di una vera e propria memoria storica, tenendo insieme i fili di diverse esperienze e conoscenze.

 “Non c’è dubbio che l’uso principale del Web per la stragrande maggioranza delle persone sia quello di andare a cercare informazioni: qualunque tipo di informazione, dai più semplici dati alle conoscenze più complesse ed elaborate. E sulla rete sembra esserci veramente tutto e aperto a tutti… domandiamoci però, chi è in grado di districarsi tra questa migliaia di scelte”, così si legge nel libro “L’algoritmo al potere. Vita quotidiana ai tempi di Google” di Francesco Antinucci, direttore di ricerca all’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr.

Tutto è a portata di mano, anzi di mouse, ma nonostante la diffusione di Internet più massiccia e il moltiplicarsi dei saperi, gli studenti – e in generale tutti gli utenti della Rete – rischiano di non sapersi orientare tra i milioni di contenuti disponibili nel cyberspazio.

Infatti, per quanto sia documentata la diffusa propensione all’utilizzo di Internet per la ricerca di informazioni in Rete, manca un’effettiva abitudine culturale all’apprendimento corretto e ad un comportamento produttivo in Rete.

Le università hanno iniziato a delineare percorsi formativi in Rete, anche se non sempre ben strutturati e spesso chiusi ad una ristretta nicchia di soli studenti iscritti, c’è poi chi opera per “liberare” i saperi accademici, a partire dall’esperienza del precursore Mit Open CourseWare.

Nel panorama universitario italiano c’è Federica, il portale di Web Learning dell’Università degli Studi di Napoli Federico II gratuito e aperto a tutti, che mette a disposizione online centinaia di corsi (durante quest’anno accademico 300, coinvolgendo tutte le 13 Facoltà d’Ateneo) strutturati all’insegna dell’accesso libero al sapere.

I corsi realizzati offrono una navigazione guidata ai contenuti e ai materiali di studio alla platea studentesca dell’Ateneo Federico II e a tutti i potenziali utenti.

L’anima del portale risulta l’area courseware, con sintesi delle lezioni, materiali di approfondimento, risorse multimediali, audio, video e link a fonti scientifiche in rete selezionate direttamente dal docente. L’interfaccia user-friendly garantisce uniformità e sintesi ai contenuti: un unico formato per tutti i corsi, di tutte le facoltà, realizzando coesione e massimizzando la fruibilità.

Figurano poi altri tre ambienti per lo studio e l’apprendimento: il Podstudio, la Living Library e Federica 3D.

Con Podstudio l’offerta didattica di Federica in podcast, fruibile quindi attraverso i lettori multimediali di ultima generazione, per portare con sè i materiali di studio, consultare e leggere le lezioni in qualunque momento e luogo.

La Living Library, è una guida alle fonti scientifiche in Rete. L’equipe di Federica ha recensito e catalogato centinaia di siti Web per l’accesso gratuito ai materiali di studio. Un’autorevole selezione di biblioteche e archivi online, riviste, e-book, enciclopedie e banche dati per guidare gli studenti all’uso delle più accreditate fonti di conoscenza, per conoscere documenti e strumenti indispensabili per lo studio e la ricerca: testi, immagini, video, riviste scientifiche, articoli, alla scoperta di quelli liberamente consultabili e magari disponibili anche in full-text.

In più Federica 3D, il campus virtuale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, riunisce in una piazza immaginaria tutte le Facoltà dell’Ateneo. Un luogo da esplorare per scoprire il mondo di Federica, la sua offerta didattica, le sue straordinarie risorse.

Partita nel 2007, da subito aperta a tutti, Federica è in continua espansione, con progressivi sviluppi e implementazioni, si colloca all’avanguardia nel panorama internazionale, ponendosi come strumento di orientamento a disposizione di tutti gli utenti-studenti nello spirito open access dell’iniziativa e come autorevole fonte di informazione e di ricerca. Un contributo concreto affinché la “cittadinanza digitale” che va affermandosi e progredendo sia una cittadinanza sempre più attiva e consapevole.

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La curcuma contiene curcumina, sostanza che sembrava possedere un meccanismo di recupero della proteina CFTR difettosa nei pazienti affetti da fibrosi cistica. Tra il 2004 e il 2006, vari gruppi di ricerca hanno mostrato come questo non fosse vero. Crediti: Steven Jackson/Flickr. Licenza: CC BY 2.0

"Bridges to the Future", ossia ponti sul futuro, era il titolo della 31ª National Cystic Fibrosis Family Education Conference, svoltasi a San Francisco in estate. Una delle presentazioni alla conferenza, adesso disponibile per intero su youtube, era intitolata “The history & future of CFTR modulators”, tenuta da Alan Verkman, professore e ricercatore di fama nell’ambito della fibrosi cistica dell’University California San Francisco.