Al centro della cellula
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Dopo 5 anni dall’idea e 5 milioni di sterline investite, è ora aperto a Londra il Centre of the Cell (Barts and The London, Queen Mary’s School of Medicine), un centro mirato a far vivere ai bambini e ai ragazzi fra i 9 e i 15 anni il fascino e lo stupore della biologia cellulare e della medicina. Il centro è diretto e guidato da Frances Balkwill (che ne è stata anche l’ideatrice), un’oncologa che da sempre ha dedicato parte del suo tempo all’educazione e alla divulgazione scientifica per i bambini. I suoi libri per alunni della scuola primaria (La cellula, Il DNA ecc), fra cui l’ultimo su HIV, pensato per i bimbi africani, le hanno meritato il premio EMBO per la divulgazione scientifica. Entrando nel centro, si vedono e si coltivano cellule giocando in modo virtuale, si gioca a “Trivial”, si sperimenta il fascino della ricerca e delle professioni biomediche.
Per uno scienziato e per un insegnante in visita, come chi scrive, il centro è motivo di divertimento e … di imbarazzo quando si sbaglia a rispondere a qualche domanda!
Dal punto di vista didattico, l’insegnante di scuola primaria non può che essere favorevolmente stupita di questo laboratorio scientifico a misura di bambino. Gli alunni sono invitati prima a osservare ed ascoltare, poi ad interagire e a sperimentare sottoforma di gioco virtuale, quindi a fare ipotesi e a verificarle e provare infine l’entusiasmo per la risposta corretta o per la propria scoperta. Coinvolti totalmente in questa esperienza, si sentiranno dei piccoli scienziati: non esiste modo migliore per apprendere ed avvicinare ed educare i piccoli alunni al mondo della scienza, con la passione dello sperimentare in prima persona!
Il Centre of the Cell e la sua missione si prestano a considerazioni diverse:
- Il Center of the Cell è parte della Università di Londra Barts and the London University, Queen Mary’s School of Medicine. Programmando un nuovo edificio di ricerca a fianco di una struttura ospedaliera nell’East London, si è da subito pensato che la ricerca biomedica dovesse programmaticamente essere affiancata da uno spazio dedicato alla comunicazione ai bambini.
- Il Centro è localizzato nella parte più povera di Londra, l’East London. Chi prende la Picadilly Line della metropolitana in genere non sa che, andando verso est, ogni fermata corrisponde ad 1 – 2 anni di diminuzione dell’aspettativa di vita. Ebbene, è proprio ai bambini di questa parte di terzo mondo trapiantato a Londra che si rivolge primariamente il Centro, per far loro sperimentare il fascino della Scienza e della Medicina e suggerire la possibilità di un lavoro qualificato in biologia e medicina.
- Il Centro è collocato sopra un’area di ricerca che ospita 400 ricercatori. Entrando i bambini vedono operai, tecnici e ricercatori al lavoro e, uscendo, può capitare che riconoscano lo scienziato visto in un filmato durante la visita, mentre coltivava cellule staminali, lo avvicinino e gli parlino.
- I filmati parlano di una scienza fatta da giovani in jeans, con colore della pelle, accenti e tratti diversi,che esprimono opinioni diverse su temi quali cellule staminali embrionali: una scienza lontana dai vecchi “parrucconi”,portata avanti da protagonisti con cui i bambini possono riconoscersi.
Il nostro paese è, in larga misura, scientificamente analfabeta e non è questa la sede per discutere le tante cause di questa incultura diffusa. Le tante iniziative che si inaugurano in questi giorni a Milano (come l’Avventura della Scienza per gli alunni delle scuole elementari e medie che partirà il 22 marzo o come l’Open Lab di nanotecnologie presso il Museo della Scienza e della Tecnologia promossi dall’Università degli Studi di Milano) ci fanno sperare in un futuro in cui l’essere ambasciatori della ricerca scientifica sia programmaticamente parte della vita degli scienziati e delle istituzioni scientifiche.
Nicla Stucchi
Insegnante elementare
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