Il prossimo sarà il «decennio per
la scienza in Africa». Tra il 2011 e il 2020 i temi della ricerca scientifica e
dello sviluppo tecnologico dovranno salire in testa all’agenda politica del
continente. Non sono per ragioni culturali, ma anche per ragioni
socio-economiche. Lo ha deciso, nelle scorse settimane, l’AMCOST, l’African
Ministerial Council on Science and Technology.
Alcune scalfitture rinvenute su ossa di erbivori preistorici scoperte in Etiopia sarebbero da ricondurre a primitivi utensili di pietra utilizzati da individui di Australopithecus afarensis quasi tre milioni e mezzo di anni fa.
Un gruppo di ricercatori ha scoperto che una significativa porzione della polvere sahariana presente in atmosfera potrebbe essere ricondotta all'intensificazione delle coltivazioni agricole nelle regioni a sud del Sahara.
Né di una
rivoluzione silenziosa, né di una tempesta. Ciò di cui l’Africa ha bisogno è
di una rivoluzione scientifica che porti una nuova generazione di ricercatori
verso la soluzione dei suoi problemi più urgenti.
Più del 40% degli
Africani (su circa 922 milioni di abitanti) non ha accesso ad acqua potabile e
all’elettricità; il 70% vive con meno di 2 dollari al giorno (dollari Usa) e
milioni soffrono per l’Aids, la malaria e altre malattie infettive.
Dieci anni di osservazioni comportamentali di un gruppo di scimpanzé in Uganda hanno mostrato che i casi di aggressione contro individui di gruppi confinanti sono dettati dalla spinta ad ampliare il proprio territorio.
Per la prima volta è stata impiegata la datazione al radiocarbonio con misure di alta precisione per inquadrare correttamente la sequenza temporale delle dinastie dei faraoni. I risultati sono sostanzialmente in linea con le datazioni esistenti, ma non mancano anche alcune sorprese.
La prima accurata ricostruzione dell'andamento climatico in Africa settentrionale suggerisce che tra il XIII e il XVI secolo vi furono frequenti periodi di estrema siccità, proprio come nell'ultima parte del secolo scorso.
Sudafrica, aree semi desertiche
del Karoo, primi giorni del mese di aprile 2010. Mentre il paese intero sta
ultimando la preparazione per accogliere i mondiali di calcio, un gruppo di
astronomi e di tecnici ha collegato e messo in rete le prime quattro antenne,
ciascuna con un diametro di 12
metri, del MeerKAT Precursor Array, ha poi puntato
l’inedito telescopio verso Centaurus A, ottenendo un’immagine straordinaria del
jet di gas che fuoriesce dall’enorme buco nero che si trova al centro della
lontana galassia.
Se vi dovessero chiedere qual è l'animale più importante nell'influenzare l'ecosistema della savana africana non pensate ai feroci predatori o ai voraci erbivori che la popolano. Un recente studio, infatti, punta il dito sulle termiti.
L’Africa si estende per 30
milioni di chilometri quadrati e ospita oltre 900 milioni di persone. Nei dieci
anni compresi tra il 1999 e il 2008 in
questo continente, secondo il Global Research
Report Africa pubblicato di recente dalla Thomson Reuters, sono stati prodotti
meno di 28.000 articoli scientifici in media per anno. Più o meno quanto in
Olanda, che di abitanti ne ha solo 6
milioni (sparsi su una superficie di 7.500 km2).