Secondaria

OCSE: troppa dieta uccide l'università

I rapporti dell’OECD, così come quelli di grandi organismi internazionali, questo hanno di buono: si riferiscono a un passato abbastanza recente da essere significativo per il presente, ma abbastanza lontano da essere fuori dalla polemica politica contingente. È questo il caso anche di Education at a glance 2015, l’ultimo rapporto dell’OECD, appunto, sul sistema educativo dei 40 paesi dell’organizzazione.

Come risparmiare in classe

La ricetta perfetta per risparmiare quasi 4.000 euro in poco più di sei mesi? Un’idea intelligente e costruttiva, una ventina di studenti che, riuniti in un gruppo e aiutati da un’insegnante, lavorano per realizzarla, una scuola che offre la sua collaborazione, un pizzico di buona volontà e di determinazione. E, ovviamente, un fine comune: la lotta allo spreco, in generale, agli interruttori in particolare.

Anatomia delle prove INVALSI 2011

L’obiettivo delle prove INVALSI, com’è possibile leggere nel documento “Le caratteristiche tecniche delle prove INVALSI 2011” pubblicato sul sito dell’Istituto, è quello di “misurare i livelli  di apprendimento raggiunti dagli studenti italiani relativamente ad alcuni aspetti di base di due ambiti fondamentali: la comprensione della lettura e la matematica”, ovvero di misurare i “livelli di apprendimento nei suddetti ambiti, comunemente ritenuti condizione necessaria per un accesso consapevole alla cittadinanza attiva”.

Prove INVALSI…sì o no?

Il 10 maggio 2011 gli studenti delle classi seconde degli Istituti d’Istruzione Secondaria di Secondo Grado, sono stati chiamati, per la prima volta, a sottoporsi alle tanto discusse prove INVALSI. Ma perché sono così temute dai docenti? E dagli studenti? È molto difficile riuscire a rispondere a queste due domane, ma tenteremo di fornire alcuni spunti di riflessione, iniziando dalla presentazione di tre elementi normativi circa la valutazione.

La riforma sul "riordino dei cicli" nella scuola superiore

Con la pubblicazione delle prime bozze ministeriali di riordino è iniziata un’intensa attività dell’ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti Scienze Naturali) volta a difendere l’insegnamento delle scienze naturali e a sollecitare il MIUR per modifiche e integrazioni. A tale scopo la nostra Associazione ha prodotto documenti di analisi e di proposta destinati all’amministrazione scolastica e al Parlamento (pubblicati su www.anisn.it) e ha richiesto e realizzato numerosi incontri con i responsabili del MIUR.

Un laboratorio di bioetica a Bergamo

E' nato a Bergamo il “Laboratorio interdisciplinare della comunicazione scientifica e delle etiche applicate”, per iniziativa del liceo scientifico tecnologico Natta di Bergamo e della scuola di dottorato in “Fondamenti di scienze della vita e loro conseguenze etiche” di Milano. di SILVIA CAMPORESI

Che cosa pensano gli insegnanti di scienze della riforma?

In un documento, l'Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali (ANISN), ha analizzato la riforma delle scuole secondarie superiori per quanto riguarda le materie scientifiche. La diminuzione complessive delle ore dedicate a queste discipline e la poca attenzione per le innovazioni didattiche e la parte sperimentale non faranno certo uscire i giovani italiani dall'emergenza educativa scientifica ben sottolineata dai risultati dell'indagine Pisa.

Per un liceo (più) scientifico

Il mondo della ricerca deve prendere atto di un dato ormai irreversibile: la società è retta da un crescente bisogno democratico, e persino da un nuovo assetto democratico. E' la società "dei più" non dei pochi. E "i più" oggi rivendicano diritti, nel passato sconosciuti, fra i quali l'accesso alla conoscenza. Ciò cambia le cose anche nel campo scientifico, perché postula che le conquiste della scienza siano socializzate in misura (e forma) finora inedite. Sono due i profili interessati: gli studenti e i cittadini, l'insegnamento e la comunicazione della scienza. Le dimensioni numeriche del fenomeno sono ormai macroscopiche, perché la domanda sociale di conoscenza è enorme rispetto al passato. In tema di insegnamento scientifico abbiamo voluto assumere un simbolo: il liceo scientifico. L'Italia, da cento anni, non ne ha mai avuto uno adeguato. Ha avuto un liceo considerato di serie B, un "liceo classico senza il greco"!