Atollo di Bikini, la cicatrice della bomba atomica

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Il 1 marzo 1954 gli Stati Uniti fecero esplodere una bomba a idrogeno sopra l'atollo di Bikini, isole Marshall, nel pacifico occidentale. Nessun civile fu avvertito. Che conseguenze ha avuto questo drammatico episodio sul rapporto tra scienza e società?
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Marzo 1954, Isole Marshall, Oceano Pacifico, Yoshio Misaki su una tonnara giapponese assiste a uno strano spettacolo: un sole che sorge a ovest. Ma non si tratta di un sole ma della luce prodotta dall’esplosione nucleare di un test americano effettuato in prossimità dell’atollo Bikini a 85 miglia a ovest della tonnara. La nube radioattiva raggiunge la tonnara e il vicino atollo di Rongelap. E nessun civile è stato avvertito. Che conseguenze avrà questo drammatico episodio sul rapporto tra scienza e società?

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Crediti: Etereuti/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Un'indagine commissionata da Fondazione Bracco a Eumetra per captare gli orientamenti degli opinion leader sui temi di Unione europea e ricerca scientifica ha mostrato che chi dovrebbe orientare l’opinione pubblica in realtà si allinea quasi perfettamente a essa: poco più della metà degli intervistati pensa che l'Italia non abbia beneficiato dall'ingresso in UE, e ben il 32% ritiene che l'Europa non sia essenziale per lo sviluppo scientifico del nostro Paese. Quest'idea può derivare dal fatto che l'Italia, negli ultimi anni, ha contribuito in media per il 9,47% del bilancio europeo della ricerca ma ne ha riportato a casa l’8,27%. Bisogna però tener conto della crescita in termini di competenze e di collaborazione transnazionale che queste risorse hanno generato e che vanno a riverberare su altri ambiti, principalmente innovazione ed economia