Covid-19/

Luigino Dal Maso

Ricercatore presso l’unità di Epidemiologia Oncologica del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, IRCCS

Mi occupo di studiare le caratteristiche delle persone che si ammalano di tumore e che vivono molti anni dopo una diagnosi. Utilizzo dati di popolazione osservati e modelli matematici capaci di misurare indicatori che descrivono diversi aspetti dell’incidenza e della guarigione dal cancro. 

Ho condotto studi epidemiologici sul legame di infezioni, stili di vita e tumori. La maggior parte degli studi hanno coinvolto collaborazioni internazionali (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione, National Cancer Institute di Bethesda) e nazionali (Istituto Superiore di Sanità e Associazione Italiana Registri Tumori).

Sovradiagnosi del tumore della tiroide: un danno da arginare

Le sovradiagnosi di tumore alla tiroide, ossia la diagnosi di un tumore che, se non scoperto, non avrebbe causato disturbi, possono provocare seri danni agli individui, nonché uno spreco di risorse che potrebbero essere invece indirizzate ad altre attività socio-sanitarie.
Crediti immagine: Chokniti Khongchum/Pixabay. Licenza: Pixabay License

La percezione che “fare di più” sia comunque meglio non è, in ambito medico, sempre supportata da solide evidenze scientifiche. Le recenti procedure diagnostiche e terapeutiche, sviluppatesi grazie alle innovazioni tecnologiche, hanno spesso apportano benefici limitati, se non nulli, in termini di riduzione della mortalità e di migliore qualità della vita. Viceversa, a volte, possono provocare seri danni agli individui e un dispendio di risorse che potrebbero essere meglio indirizzate ad altre attività socio-sanitarie.