undefined

Per una società aperta: fra merito e cittadinanza

Anche la scienza, come ogni fenomeno culturale, è soggetta a “mode” più o meno passeggere e il termine open science rinvia a una questione che, affondando le sue radici nello scenario di crisi strutturale in cui sta prendendo corpo la società del XXI secolo, è troppo importante perché questo rischio possa essere corso. In questa sede proviamo a considerarne le linee generali soffermandoci in particolare su un punto che passa spesso in secondo piano, trascurato o dato per scontato, ma che è propedeutico a ogni approfondimento: scienza aperta a chi?

Aiuta Scienza in Rete a crescere. Il lavoro della redazione, soprattutto in questi momenti di emergenza, è enorme. Attualmente il giornale è interamente sostenuto dall'Editore Zadig, che non ricava alcun utile da questa attività, se non il piacere di fare giornalismo scientifico rigoroso, tempestivo e indipendente. Con il tuo contributo possiamo garantire un futuro a Scienza in Rete.

E' possibile inviare i contributi attraverso Paypal cliccando sul pulsante qui sopra. Questa forma di pagamento è garantita da Paypal.

Oppure attraverso bonifico bancario (IBAN: IT78X0311101614000000002939 intestato a Zadig srl - UBI SCPA - Agenzia di Milano, Piazzale Susa 2)

“What next”, ovvero la fisica dopo l’Higgs

I fisici l’hanno già battezzata “depressione post-Higgs”. Stiamo parlando della reazione da parte della comunità scientifica alla sensazionale scoperta del bosone di Higgs, nell’estate del 2012. Reazione che apparentemente può sembrare paradossale: se il bosone di Higgs rappresenta l’ultima e definitiva pietra nel castello del modello standard delle particelle elementari, come si può parlare di ”depressione” in seguito alla sua scoperta?