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Tra l'Italia e la Tanzania alla scoperta dell’evoluzione

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A est la Caldera di Ngorongoro, con i pendii ricoperti da lussureggiante foresta montana, umida e nebbiosa; a ovest lo sguardo che si perde nelle savane e praterie erbose delle immense piane del Serengeti, popolate dai grandi erbivori al pascolo, la più imponente biomassa di mammiferi selvatici al mondo. 
Sono questi i paesaggi nei quali è immerso il “Leakey Camp”, l'ampio recinto di rami di acacie spinose e di euforbie posto sul ciglio della Gola di Olduvai, in Tanzania. Questi sono stati gli stessi paesaggi teatro di alcuni tra i snodi cruciali dell’evoluzione biologica e culturale umana.

Il “Leakey Camp” è lo storico campo di ricerca messo in piedi a Olduvai dai coniugi Louis e Mary Leakey, figure epiche nel mondo della paleoantropologia, ricercatori che hanno impresso una formidabile accelerazione alla conoscenza degli albori del genere umano proprio grazie alle ricerche e alle scoperta fatte in quei luoghi tanzaniani.
E proprio il “Leakey Camp”, quell'angolo di boscaglia spinosa spesso frequentato da gruppi di giraffe, è il luogo in cui la Scuola di Paleoantropologia di Perugia pianta le tende per il suo workshop estivo, organizzato grazie alla collaborazione determinante dell’Università di Dar es Salaam.

Durante i quindici giorni del campo i partecipanti hanno l’occasione eccezionale di lavorare in uno dei siti paleoantropologici più importanti al mondo, fonte di scoperte straordinarie come i primi resti di Homo habilis e il leggendario reperto OH5, Paranthropus boisei, a oggi il più completo cranio di australopitecina mai rinvenuto.

L’edizione 2014 del workshop estivo ha avuto un grandissimo successo, sia grazie alla ricca offerta formativa per i quindici partecipanti provenienti da tutta Italia, sia per il consolidamento dei rapporti con le istituzioni locali. La delegazione della Scuola ha avuto l’opportunità d’incontrare l’On. K.S. Telele (di origini Masai), vice-Ministro delle Risorse Agro-Forestali ed Allevamento della Repubblica Unita di Tanzania,  e numerosi dirigenti della NCAA (Ngorongoro Conservation Area Authority), ente governativo che gestisce la vasta area protetta di cui la Gola di Olduvai fa parte. Questi rapporti positivi sono stati recentemente portati all’attenzione dei Ministeri italiani per avviare un processo di consolidamento della collaborazione scientifica - e culturale in senso lato - tra i due Paesi.
La Scuola di Paleoantropologia è un progetto organizzato dal Dipartimento di Fisica e Geologia e dal CAMS (Centro di Ateneo per i Musei Scientifici) dell’Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria.

La sessione teorica della Scuola si tiene ogni anno alla fine di febbraio a Perugia. I partecipanti hanno l’opportunità di frequentare lezioni tenute dai più affermati docenti italiani e stranieri di paleoantropologia e discipline correlate (antropologia molecolare, paleontologia dei vertebrati, geologia del Quaternario, paleoclimatologia e paleoecologia, paleobotanica, archeologia preistorica, archeozoologia, primatologia ecc.). L’eccezionale offerta formativa e lo sforzo del Comitato Organizzatore di mantenere basse le quote d’iscrizione hanno fatto sì che la Scuola si sia in breve tempo affermata come punto di riferimento nazionale per l’approfondimento delle tematiche relative all’evoluzione umana.
La Quinta Edizione della Scuola di Paleoantropologia è alle porte: la sessione teorica si terrà a Perugia dal 23 al 28 febbraio 2015 (ospite d’eccezione Bernard A. Wood, paleoantropologo di fama mondiale), mentre il field-workshop a Olduvai è previsto, come di consueto, nel periodo più favorevole della stagione secca e del cosiddetto inverno australe con temperature sopportabilissime, fra la seconda metà di Agosto e la prima di Settembre.

Per festeggiare il quinto anno di attività, in occasione della sessione di Febbraio a Perugia sarà inoltre presentato il documentario “Chi siamo? La Gola di Olduvai, Culla dell’Umanità, prodotto dalla Scuola di Paleoantropologia con il supporto del Tanzania Antiquities Directorate, della Ngorongoro Conservation Area Authority e della Leakey Foundation. Il documentario, realizzato con grande rigore scientifico, ma con linguaggio e obiettivi divulgativi, ha coinvolto direttamente illustri ricercatori nazionali e internazionali, come Giorgio Manzi, Telmo Pievani, Olga Rickards, Jacopo Moggi Cecchi, Giacomo Corti, Jane Goodall, Donald Johanson, Jonathan Kingdon, Fidelis Masao. Obiettivo primario del documentario è celebrare l’importanza della Gola di Olduvai come luogo di nascita della paleoantropologia moderna, come crocevia di culture che affondano le proprie radici agli albori dell’umanità, come parte integrante di uno degli ecosistemi più importanti del pianeta per la tutela e lo studio della biodiversità.

Appuntamento a Perugia, quindi, alla scoperta delle nostre radici!

Scuola di Paleoantropologia
Università di Perugia

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