fbpx Timothy: raccontare l’immunologia come una storia di (piccoli) supereroi | Scienza in rete

Timothy: raccontare l’immunologia come una storia di (piccoli) supereroi

Linfocita T con mantello da supereroe

Come si racconta il sistema immunitario senza perdersi tra sigle, molecole e processi cellulari? In “Timothy. Storia di un grande eroe in un mondo microscopico”, il neuroscienziato e divulgatore Tiziano Balzano sceglie la strada della narrazione: un linfocita T diventa il protagonista di un romanzo di formazione che attraversa organi, infezioni, allergie e ricerca biomedica. Tra fumetto, avventura e saggio divulgativo, il libro trasforma la complessità dell'immunologia in una storia accessibile senza rinunciare al rigore scientifico.

Immagine di copertina: elaborazione da NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Tempo di lettura: 4 mins

Chi ricorda Siamo fatti così – Esplorando il corpo umano? L’ormai storica serie francese ha mostrato a una generazione di bambine e bambini (e non solo) un modo diverso di raccontare la biologia: quello nel quale le cellule diventano personaggi, organi e tessuti edifici, i vasi sanguigni strade trafficate. Nel quale ogni giorno ciascuno di questi elementi è impegnato a mantenere in funzione il complesso organismo che abitiamo. 

A distanza di anni, in Timothy. Storia di un grande eroe in un mondo microscopico (Tab Edizioni, 2026), il neuroscienziato e divulgatore scientifico Tiziano Balzano riprende quell’efficacissima strategia narrativa. E la usa, con una chiave di lettura che si avvicina, in modo dichiarato, al mondo dei supereroi dei fumetti, per raccontare uno dei protagonisti più affascinanti e al contempo più trascurati del sistema immunitario.

Mi presento, sono Timothy

Permettetemi di presentarmi: sono Timothy. Sono una cellula T. Come cellula T, faccio parte di un vasto e complesso sistema che lavora instancabilmente per mantenerci al sicuro ogni giorno. Il mio compito è pattugliare il corpo, cercando e neutralizzando le minacce. Ma il mio compito non è solo quello di combattere: è anche quello di mantenere l’armonia. Perché, in un mondo pieno di pericoli, dove anche un’arachide può essere letale, l’equilibrio è la sottile linea tra la vita e la morte.

Balzano presenta così il suo microscopico eroe. Un eroe che all’inizio è ancora giovane e incerto sul suo destino, perché ha appena intrapreso il percorso di formazione che lo porterà a capire chi è davvero. In altre parole, una cellula che ha appena iniziato il suo percorso di maturazione nel timo. 

L’atmosfera da fumetto non abbandona mai le pagine di questo saggio-racconto. I personaggi con cui Timothy si confronta sono di volta in volta compagni di battaglia, maestri illuminati, nemici spietati. Ma attenzione a non sottovalutare il libro: nell’atmosfera da fumetto, Balzano riesce a inserire informazioni e dettagli molecolari molto approfonditi.

Un esempio: «Hai imparato, ti sei adattato, hai scoperto i ruoli intricati che giocherai nel sistema immunitario. Ora sei pronto», dice a Timothy un’anziana cellula. Frasi che possono suonare come quelle che ascolta Bruce Wayne, in Batman begins, durante l’addestramento con la Setta delle Ombre. Ma nel caso di Timothy fanno parte della rivelazione del suo “vero sé” al termine del processo di maturazione: perché non è una cellula T qualunque, bensì una cellula T gamma-delta, un tipo specifico di leucocita che fa da ponte tra l’immunità innata e quella adattativa. E non sarà certo Balzano a trascurare di spiegare, nel dettaglio, cosa questo comporta, o le differenze rispetto ad altri tipi di cellule T.

Tra eroismo e ricerca scientifica

La natura di Timothy coincide con il suo ruolo nell’organismo, e il libro si svolge, si può dire inevitabilmente, con una serie di avventure nei diversi organi e apparati. Dall’intestino al cervello, tra astrociti che proliferano in modo anomalo, ferite, batteri e virus, Balzano rimane in equilibrio tra racconto e saggio per spiegare in modo estremamente dettagliato non solo come funziona il nostro sistema immunitario, ma anche per raccontare i meccanismi più specifici emersi dalla ricerca recente. Al termine di ogni capitolo, un breve riassunto dei concetti, che, proprio per il livello di approfondimento del testo, non giunge sgradito.

E non si pensi che il “mondo di Timothy” sia di fatto una persona particolarmente sfortunata, che incappa in tutte le patologie possibili. È solo che dell’attività continua di Timothy e dei suoi compagni noi riusciamo a renderci conto solo sporadicamente, quando il naso cola o la pancia si agita. O quando si presenta «una giornata di ordinaria follia», come la chiama Balzano descrivendo i meccanismi immunitari alla base di un’orticaria spontanea allergica, in uno scenario che ha dell’esilarante («Non mi butto nella mischia come un ubriaco di citochine in pieno delirio!», tuona furioso Timothy ai compagni impazziti).

Timothy è un po’ romanzo (breve) di formazione, un po’ saggio, un po’ fumetto. Che si voglia ripassare o scoprire ex novo il ruolo del sistema immunitario non solo nel quotidiano di ogni persona, ma anche nella ricerca scientifica (basti pensare agli studi sull’immunoterapia, che hanno rivoluzionato la prognosi di alcune forme tumorali), è un libro che offre una chiave di lettura insieme dettagliata e accessibile. E raccontando in una storia che, senza spoiler, si chiude con un ultimo atto di eroismo in quel mondo microscopico: «Ho compiuto il mio dovere. Sono stato uno scudo contro l’onda implacabile della malattia», saluta Timothy, secondo la miglior tradizione degli eroi.
 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Coppia con bandiera arcobaleno

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.