fbpx Terapie cellulari: rispettare regole e pazienti | Scienza in rete

Terapie cellulari: rispettare regole e pazienti

Primary tabs

Tempo di lettura: 3 mins

Come medici e ricercatori, abbiamo seguito con grande sconcerto la notizia e prese di posizione relative alla possibilità di trattare pazienti affetti da gravi malattie del sistema nervoso con cellule “staminali”, al di fuori di ogni evidenza scientifica e con una prassi al di fuori delle regole nazionali e internazionali. La nostra preoccupazione prima è la salvaguardia dei pazienti e delle loro famiglie, che sopportano un grande carico di sofferenza e che sono naturalmente e comprensibilmente aperte a qualunque elemento di speranza per i loro cari. Mossi da questa preoccupazione primaria, vogliamo ricordare alcuni punti:

  1. Le terapie cellulari, incluse quelle con cellule staminali, costituiscono una frontiera per la ricerca medica in tutto il mondo e una speranza per i pazienti. In questo settore sono stati fatti grandi progressi, ad esempio nella lotta contro i tumori del sangue, con contributi importanti del nostro Paese, anche e soprattutto grazie al sostegno della società civile che si esprime attraverso associazioni come AIRC e Telethon.
  2. A salvaguardia dei pazienti, le terapie cellulari richiedono la preparazione delle cellule in strutture (“cell factory”) altamente qualificate e certificate.
  3. Ancora, a salvaguardia dei pazienti, le terapie innovative devono essere condotte su una solida base scientifica, secondo i parametri della ricerca medica internazionale, e attentamente valutate, ancora secondo i parametri della ricerca medica internazionale.
  4. Una alta qualificazione medica e scientifica specifica delle persone che si dedicano a questo tema costituisce la prima salvaguardia dei pazienti e della affidabilità delle preparazioni cellulari e delle sperimentazioni cliniche.      
  5. Il rispetto delle regole costituisce un elemento di salvaguardia e di rispetto dei pazienti. Non si vede come si possano adottare standard di qualità (certificazione delle strutture, qualificazione del personale, basi mediche e scientifiche) diversi. 
  6. L’uso di “due pesi e due misure” non trova giustificazione, primariamente soprattutto nell’ottica della protezione dei pazienti.       
  7. In un tempo in cui sempre meno risorse sono disponibili per terapie efficaci, è motivo di grave preoccupazione il loro uso al di fuori dei criteri di cui sopra.

Ci auguriamo che l’urgenza di problemi messi in luce dalla cronaca di questi giorni possa costituire uno stimolo per promuovere la ricerca medica altamente qualificata in questo settore, secondo prassi e modelli rispettosi delle regole, e ciò che più importa, della sofferenza dei pazienti e delle loro famiglie.

Gruppo2003 per la Ricerca:

Maria Grazia Roncarolo, Presidente Gruppo 2003, Direttore Scientifico Ospedale San Raffaele
Alberto Mantovani
, Università di Milano e Istituto Clinico Humanitas,
Lorenzo Moretta, Università di Genova e Direttore Scientifico Istituto Gaslini
Alessandro Moretta, Università degli Studi di Genova 

Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo:

Alessandro Rambaldi,
Ospedali Riuniti di Bergamo, Presidente
Franco Locatelli, Ospedale Bambin Gesù, AIEOP 
Fabio Ciceri
, Istituto Scientifico San raffaele
Andrea Bacigalupo, Ospedale San Martino
Francesco Frassoni, Direttore Centro Cellule Staminali e Terapia Cellulare, Istituto Gaslini

Vincenzo Barnaba, Università di Roma La Sapienza, Presidente Società Italiana di Immunologia e Immunologia Clinica e Allergologia

Andrea Biondi, Università Milano-Bicocca, Presidente Ospedale San Gerardo

Luigi Naldini, Presidente Societa’ Europea di Terapia Genica e Cellulare

Fabrizio Pane, Università di Napoli, Presidente Società Italiana di Ematologia


Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Radiati per l’antiscienza, la politica vuole riaprire loro l’Ordine

sedia con camice e porta aperta

Un emendamento approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera consentirebbe ai sanitari radiati per fatti legati alla pandemia di chiedere la reiscrizione all’Ordine. Non riguarda i medici sospesi perché non vaccinati, ma professionisti colpiti da sanzioni disciplinari anche per aver promosso pratiche e terapie prive di basi scientifiche. La Fnomceo protesta: per il presidente Filippo Anelli è una delegittimazione degli Ordini e un affronto a chi ha curato e perso la vita durante il Covid. La questione va anche oltre i singoli casi: in gioco c’è l’autonomia della professione nel tutelare i pazienti.

Immagine di copertina realizzata con ChatGPT

Radiati dall’Ordine, riammessi dalla politica. E l’Ordine, giustamente, protesta. Ieri, 14 luglio, la Commissione Affari Sociali della Camera ha infatti approvato un emendamento che, se diventasse legge, riaprirebbe la porta dell’Ordine dei medici ai sanitari che erano stati radiati per fatti legati alla pandemia di Covid. La norma ha la prima firma della deputata di Fratelli d'Italia Alice Buonguerrieri ed è stata inserita all'interno della legge delega di riforma delle professioni sanitarie.