fbpx Una replica digitale della Terra per prevedere il clima che cambia

Una replica digitale della Terra per “prevedere” il clima che cambia: una lezione di Peter Bauer

Tempo di lettura: 1 min

Il tempo e il clima sono sistemi caotici, nel senso che piccole variazioni possono condurre a grandi mutamenti: il celebre effetto farfalla. La difficoltà di prevedere il tempo e ancora di più il clima dipende da quei dettagli (turbolenze dei venti, microfisica delle nuvole, correnti marine ecc.) che non siamo in grado di far entrare nei modelli se non attraverso approssimazioni e parametrazioni. Le previsioni del tempo hanno conquistato circa un giorno ogni decennio a costo di straordinari potenziamenti delle capacità di calcolo. E lo stesso sviluppo conoscono modelli climatici sempre più sofisticati e dettagliati, ma non ancora abbastanza per guidare al meglio le azioni di mitigazione e adattamento su scala locale.

Sarà mai possibile raffinare le simulazioni climatiche fino alla scala di 1km quadrato, ottenendo informazioni consistenti non solo sull’evoluzione decennale delle temperature, ma anche sul regime delle piogge, l’umidità del terreno a molti altri effetti locali? Un progetto simile è in atto da alcuni anni a livello europeo, si chiama Destination Earth ed è stato guidato fino a oggi da Peter Bauer, che in questa conferenza, tenuta il 6 novembre al CNR nell’ambito del Convegno del Gruppo 2003, ha raccontato con grande chiarezza ambizioni e limiti del progetto basato sulla creazione di una replica digitale della Terra. Buona visione!

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Un cuore bruciato: la sanità è un sistema complesso

ospedale

Si fa quasi fatica a parlarne ancora, perché troppo è stato il clamore mediatico, a tratti scomposto. Così non si è ottenuta la sola cosa davvero importante: individuare quello che non ha funzionato e correggerlo. Si è rotto, invece, il rapporto di fiducia tra i sanitari e le persone, mettendo in crisi una struttura di riferimento per la Campania. Non è così che si rende giustizia a Domenico.

La morte di un paziente è sempre una sconfitta. Quando avviene per un errore, segna profondamente la coscienza del medico, dell’équipe e dell’intero sistema sanitario. Quando il paziente è un bambino, la sconfitta diventa ancora più dolorosa.

La medicina ha il dovere di analizzare ciò che accade, riconoscere eventuali errori e fare in modo che non si ripetano, e lo fa ogni volta che si verifica un qualsiasi evento avverso. La giustizia ha il compito di accertare i fatti, individuare le responsabilità e punire se necessario.