Il micromondo complesso all’interno delle cellule

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Jack D. Griffith, professore di microbiologia e immunologia e direttore di facoltà dell'Electron Microscopy Facility, University of North Carolina. Fra le sue passioni i cavalli, guidare aeroplani e le auto d'epoca.

L’interno di una cellula è un perfetto esempio di biosistema complesso, nel quale entrano in scena diversi attori: organelli, enzimi di vario tipo, complessi proteici, RNA messaggeri, lisosomi, proteine strutturali. Jack D. Griffith, professore all’Università della North Carolina, si occupa di studiare questo micromondo cellulare e le complesse interazioni che lo fanno funzionare.

Nel suo laboratorio vengono portate avanti diverse linee di ricerca, dallo studio dei telomeri all’organizzazione spaziale dei cromosomi, dai meccanismi di riparazione del DNA alla caratterizzazione biofisica e strutturale di diversi tipi di virus e alle loro capacità di interazione con il genoma.

Jack D. Griffith (Università della North Carolina) – Intervista realizzata durante il corso Advances in Complex Systems, organizzato a Como dal Centro per la Complessità e i Biosistemi dell’Università di Milano.

Combinando tecniche di biologia cellulare e biochimica con una grande esperienza nella microscopia elettronica, Griffith e i suoi colleghi possono osservare da vicino molti processi molecolari e le loro interazioni reciproche, ricostruendo parti della complessa architettura interna delle cellule.

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Ricostruzione pittorica della galassia COSMOS-AzTEC-1. Le osservazioni condotte con ALMA hanno permesso di riconoscere la presenza di un massiccio disco galattico già formato e di almeno due addensamenti di gas al di fuori di esso. La struttura, inoltre, è caratterizzata da uno smisurato ritmo di formazione stellare: il tasso con cui vengono prodotte le stelle in quella primordiale galassia è oltre mille volte quello che caratterizza la nostra Via Lattea. Crediti: National Astronomical Observatory of Japan

Grazie al decisivo apporto delle antenne cilene di ALMA, un team di ricercatori ha ottenuto la più dettagliata mappa di una galassia primordiale mai realizzata finora. La galassia dista 12,4 miliardi di anni luce, dunque la stiamo osservando in un’epoca in cui l’Universo non aveva neppure un miliardo e mezzo di anni. Lo studio ha messo in mostra che ci troviamo in presenza di un oggetto davvero insolito, non solo per la sua struttura, piuttosto complessa per un’epoca così primordiale, ma anche per il forsennato ritmo di produzione stellare che lo caratterizza.