Le notizie di scienza della settimana #102

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Venerdì 24 maggio c'è stato il secondo sciopero globale per il clima organizzato dalla rete Fridays for Future in tutto il mondo. Ora gli studenti chiedono la partecipazione anche degli adulti in vista della prossima mobilitazione programmata per il 20 settembre. Nell'immagine: bambini e ragazzi scioperano a Pisa per chiedere ai governi azioni concrete contro il cambiamento climatico. Credit: Alessandra Parravicini.

Elezioni europee e scienza

I risultati delle elezioni europee. Le elezioni del nuovo Parlamento europeo si sono concluse domenica 26 maggio e hanno assegnato 751 seggi. Ecco i risultati Paese per Paese e il confronto con il Parlamento uscente nella visualizzazione di Le Monde [Le Monde; Décryptages]

Il nuovo Parlamento dovrà approvare il budget per il periodo 2021-2027 che comprende anche 100 miliardi per la ricerca e l'innovazione. Ma in che modo gli scienziati europei spenderanno questi soldi? Il Parlamento uscente ha approvato a tempo di record l'accordo preliminare che stabilisce le caratteristiche di Horizon Europe, ma il suo valore resta vincolato al bilancio totale dell'Unione, su cui pesa il fattore Brexit. La struttura di Horizon Europe da una parte conferma alcuni meccanismi che si sono rivelati efficaci nei precedenti programmi, come quello dell'internazionalizzazione delle collaborazioni, dall'altro intende potenziare alcuni aspetti, come quello della partnership tra accademia e industrie, istituendo lo Europe Innovation Council. Altre novità riguardano i progetti flagship di Horizon 2020 che verranno sostituiti dalle mission e i fondi dedicati al potenziamento dei Paesi a più bassa intensità di ricerca e innovazione che saranno triplicati. Infine c'è il tema dei confini: aprire i bandi a Paesi come Canada, Australia e Corea del Sud. Ma questo proposito potrebbe incontrare l'opposizione delle forze sovraniste e populiste che siedono nel Parlamento europeo [Nature; Alison Abbott]

Il mercato dei crediti forestali

La California sta per approvare il Tropical Forest Standard, che consentirà alle aziende di compensare le loro emissioni di CO2 finanziando dei progetti di riforestazione o di protezione delle foreste già esistenti anche al di fuori del Nord America [Los Angeles Times; Lisa Song]

Tuttavia, secondo un'inchiesta condotta da Pro Publica, il meccanismo dei crediti forestali potrebbe funzionare peggio di quanto sperato. Molti dei progetti di riforestazione o di conservazione non durano quanto dovrebbero. Un progetto lanciato nel 2008 in Cambogia ha messo in vendita 48 000 crediti in cambio della conservazione di 13 siti forestali per un totale di 680 chilometri quadrati. Secondo alcuni dati satellitari raccolti da ProPublica, nel 2008 la superficie coperta da foreste era l'88% e oggi è solo il 46%. Per uno dei siti la copertura è passata dal 90% allo 0%.

Un altro punto importante dell'inchiesta di Pro Publica riguarda l'affidabilità delle stime dei crediti forestali che ogni Paese può mettere sul mercato. In particolare l'inchiesta denuncia la difficoltà nello stimare l'effettiva "addizionalità" di certi interventi: il meccanismo di compensazione funziona solo se la riduzione delle emissioni supera quella che ci sarebbe stata senza la vendita dei crediti. I limiti sono sia nel monitoraggio della superficie coperta da foreste (deforestare piccole zone permette di truccare i dati satellitari) sia nel tenere in considerazione la degradazione delle foreste dovuta agli incendi (alcuni studi sostengono che questo diminuirebbe la stima del contenuto di anidride carbonica della foresta Amazzonica del 30%) [Pro Publica; Lisa Song]

I crediti forestali sono uno degli strumenti di compensazione delle emissioni previsti dal Clean Development Plan, uno dei meccanismi di flessibilità stabiliti dal protocollo di Kyoto. L'efficacia di questo piano nel fornire un guadagno ambientale netto è stata messa in dubbio da più di un rapporto scientifico e l'Unione Europea ha messo al bando la vendita dei crediti forestali dal suo mercato delle emissioni, ma nel frattempo importa dal Brasile prodotti che danneggiano l'ambiente e le popolazioni indigene della foresta Amazzonica. In una lettera pubblicata su Science il mese scorso, un gruppo di oltre 600 scienziati ha chiesto all'Unione Europea di esigere standard ambientali più elevati per le merci che arrivano dal Brasile nel nostro continente. Questo può essere fatto senza mettere in pericolo l'economia del Paese: fermare la deforestazione manterrebbe intatti il volume e la distribuzione delle piogge permettendo così di sfruttare le terre già coltivate al massimo del loro potenziale. L'UE è il secondo più importante partner commerciale del Brasile [Science]

Ricerca e società

Va avanti l'appello #ScienzaInParlamento, che chiede di dotare il Parlamento italiano di una struttura di consulenza scientifica. Lanciata il 3 aprile scorso, l'iniziativa ha ottenuto oltre 5 000 firme online e il sostegno, tra gli altri, di prestigiose fondazioni come Telethon, AIRC e Fondazione Veronesi. Nei prossimi giorni i coordinatori incontreranno la vicepresidenza della Camera per illustrare l'iniziativa, mentre il 26 giugno si terrà un incontro pubblico alla LUISS di Roma sulla consulenza scientifica nel mondo della politica con esperti italiani e stranieri. Luca Carra spiega le ragioni della proposta, soprattutto in questo momento storico [Open Talk IIT; Luca Carra]

I membri dell'OCSE hanno approvato cinque principi guida per l'intelligenza artificiale. Oltre a richiedere che i sistemi di intelligenza artificiale siano sviluppati a beneficio delle persone e del pianeta rispettando i criteri di sostenibilità e inclusione, l'OCSE raccomanda che questi rispettino la legge, i diritti umani, i valori democratici e la diversità. Infine la trasparenza: le organizzazioni che sviluppano o utilizzano questi sistemi devono permettere alle persone di avere accesso alle informazioni necessarie per comprenderne il funzionamento e, eventualmente, metterlo in discussione [MIT Technology Review; Will Knight]

Solo il 30% degli autori di pubblicazioni scientifiche sono donne, secondo il Leiden Ranking 2019 che, per la prima volta, ha calcolato un indice di disparità di genere. Il Center for Science and Technology Studies dell'Università di Leida ha preso in considerazione gli articoli pubblicati da 963 università nel mondo nel triennio 2014-2017 e ha trovato che il Sud America e l'Europa hanno la proporzione più alta di autrici donne, mentre l'Asia tra le più basse. Il primo posto è della Medical University of Lublin in Polonia con il 56% di donne, mentre tra le istituzioni più prestigiose il Karolinska Institute di Stoccolma è al 71esimo posto con il 43%, Harvard al 286esimo con il 34%, MIT al 752esimo con il 22% e il Politecnico Federale di Zurigo al posto 806 con il 19%. In Italia al primo posto compare l'Università di Milano con il 45.9%, all'ultimo posto l'Università di Trento con il 20% [Center for Science and Technology Studies; Ludo Waltman, Nees Jan van Eck]

La settimana di Scienza in rete 

Quando l'intelligenza artificiale prende tre all'esame. Il rapporto tra matematica e intelligenza artificiale non è semplice come sembra. All'inizio di aprile, un team di scienziati di Google ha annunciato di aver sviluppato un'intelligenza artificiale per la dimostrazione automatica di teoremi matematici. Pochi giorni prima i colleghi di DeepMind hanno ammesso una sconfitta dell'IA: una rete neurale addestrata appositamente per risolvere esami di matematica ha preso F, l'equivalente italiano del tre, in una verifica di seconda superiore. Ma com'è possibile che l'attività più ostica per gli esseri umani risulti più semplice per le macchine, e viceversa? [Scienza in rete; Emanuele Bottazzi]

Ricerca e Innovazione, motori dell'Europa. Il prossimo programma quadro per la ricerca e l'innovazione dell'UE, Horizon Europe, rappresenta infatti l’occasione di consolidare le basi per una nuova imprenditorialità capace di reggere il passo della attuale competizione internazionale. I nuovi equilibri politici, la Brexit e la tensione tra i vecchi Stati membri e i nuovi entrati promettono di influenzare fortemente i negoziati che si concluderanno quest'autunno [Scienza in rete; Luca Moretti]

In breve

Il morbillo cancella la memoria del sistema immunitario L'infezione rende più difficile per il corpo ricordare e attaccare altri invasori [Science News]

È morto Murray Gell-Mann, il fisico vincitore del Premio Nobel nel 1969 per aver teorizzato l'esistenza dei quark come componenti fondamentali della materia [The New York Times]

La FDA approva il farmaco più costoso al mondo. Si tratta di Zolgensma, prodotto da Novartis, una terapia genica in grado di curare, in una sola somministrazione, i bambini di età inferiore ai due anni affetti da atrofia muscolare spinale. Costerà 2,15 milioni di dollari [MIT Technology Review]

Il razzo Falcon 9 di SpaceX ha lanciato i primi 60 satelliti della rete web Starlink [Ars Technica]

 

altri articoli

Le notizie di scienza della settimana #105

Il rover della NASA Curiosity ha rilevato grandi quantità di gas metano su Marte che potrebbero essere collegate alla presenza di organismi viventi sul pianeta. Nell'immagine: un selfie del rover Curiosity scattato a maggio del 2019 presso le rocce Aberlady and Kilmarie. Courtesy NASA/JPL-Caltech.

5G: tra scienza e pseudoscienza

Primi test per la rete 5G di Vodafone in Italia. Le antenne sono state accese all'inizio di giugno e in queste settimane sono stati fatti i primi test, da parte di giornalisti e blogger esperti di tecnologia. A Milano, come Roma, Napoli, Torino e una ventina di piccoli comuni del milanese, la rete è gestita da Vodafone.