Covid-19/

Gli immunologi e la sicurezza dei vaccini

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La Società Italiana di Immunologia Immunologia Clinica e Allergologia (SIICA), cui aderiscono oltre seicento immunologi italiani, una disciplina scientifica che rappresenta una delle eccellenze della ricerca scientifica del nostro Paese sulla base di parametri obiettivi, esprime grande preoccupazione per la situazione venutasi a creare a seguito delle vicende legate ad una preparazione di vaccino antiinfluenzale.

In questo contesto, mossi dal disagio dei pazienti e dai rischi connessi alla salute pubblica, gli immunologi italiani vogliono richiamare l’attenzione dell’opinione pubbilca su alcuni punti:

  1. I vaccini rappresentano uno degli strumenti più importanti di medicina preventiva, contribuendo a migliorare la salute dell’uomo. Basti pensare che nel mondo occidentale non ricordiamo più neppure che cosa siano flagelli quali la difterite, la poliomielite, o il vaiolo, e che tali infezioni colpivano in modo spesso grave decine di migliaia di persone soltanto nel nostro Paese.
  2. Quale esempio emblematico dell’importanza delle vaccinazioni, vogliamo ricordare che ogni anno muoiono al mondo 10.000.000 di bambini sotto i tre anni e che 2,5 milioni di questi decessi sarebbero evitabili con i vaccini più elementari.
  3. I benefici portati dai vaccini sono di gran lunga superiori ai rischi, che la ricerca scientifica ha reso via via minimi.
  4. L’influenza può costituire un grave problema medico, in particolare per i soggetti ad alto rischio come ad esempio le persone anziane ed i malati cronici: in questi gruppi di popolazione è dimostrato in maniera inequivocabile che il vaccino anti-influenzale riduce le complicanze e la mortalità in modo significativo.
  5. Siamo fortemente preoccupati che la vicenda relativa ad una delle preparazioni di vaccino influenzale abbia un effetto negativo sulla campagna di vaccinazione e più in generale sull’uso dei vaccino nel nostro Paese.
  6. Per quanto riguarda il caso specifico oggetto degli allarmi di questi giorni, siamo sollevati nel sapere, sulla base dei comunicati ufficiali, che il lotto di vaccino che non è risultato conforme agli standard qualitativi della farmacopea non è entrato in uso e non è stato somministrato ad alcun paziente.

Rinnoviamo perciò la nostra grande preoccupazione che l’allarme di questi giorni si traduca in un danno per i cittadini causato non da una preparazione vaccinale al di sotto degli standard qualitativi accettati ma da una diminuzione dell’uso del vaccino antiinfluenzale e più in generale della prevenzione vaccinale.

Il Presidente della SIICA

Vincenzo Barnaba



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