La battaglia dei Cittadini reattivi

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Storie esemplari di chi vuole resistere alle ecomafie, simboli di resilienza, reattività, combattività per la tutela della nostra salute. È il lavoro ambizioso e tenace di Rosy Battaglia (in questo caso nomen omen!) e del “suo” Cittadini Reattivi, un progetto indipendente di giornalismo civico e di inchiesta che ha viaggiato in lungo e in largo per quattro anni nell’Italia contaminata dall’epoca industriale. “Suo”, perché Cittadini Reattivi nasce nel 2013 dall'anima combattiva di Rosy, e in poco tempo diventa un punto di riferimento per raccontare le popolazioni resilienti, da nord a sud della penisola, che stanno lottando contro l’impatto ambientale e sanitario di uno sviluppo economico che ha lasciato ferite profonde, e spesso contro le istituzioni che invece dovrebbero proteggerle. Cittadini Reattivi ha raccolto in una mappa collettiva e partecipata molte storie resilienti e testimonianze, da cui sono nate diverse inchieste giornalistiche pubblicate sulla carta stampata e online sulle mancate bonifiche dei SIN e SIR, sull’amianto, sulla gestione dei rifiuti.

L'obiettivo ora è fare un altro passo importante, producendo due web doc che includeranno le riprese inedite girate in un reportage lungo quattro anni, un e-book con le principali storie raccolte in questi anni e un festival.

Il progetto, a cui è possibile aderire entro il 20 settembre 2017 donando anche solo 5 euro, è disponibile sulla nota piattaforma di crowdsourcing Produzioni Dal Basso con il titolo Storie Resilienti: due documentari, un e-book, un festival.

“I documentari verteranno uno su Casale Monferrato e uno su Brescia - spiega Rosy Battaglia. “Partiremo dalla lotta contro Eternit della comunità di Casale Monferrato, culminata con l'inaugurazione del parco EterNOT lo scorso 10 settembre e un premio destinato a chi si batte contro l’amianto. Proseguiremo con la provincia di Brescia, la Terra dei Fuochi del nord, dove il 10 aprile 2016 insieme ai sindaci oltre 15 mila cittadini hanno chiesto di risanare il territorio con la storica manifestazione #BastaVeleni. E poi con la bonifica della scuola Grazia Deledda a Brescia, contaminata dai veleni della Caffaro dove i bambini dopo 10 anni, hanno potuto tornare a giocare sull’erba e non più sul cemento.”

L'obiettivo di questa campagna di crowdfunding è raccogliere 15mila euro entro il 20 settembre. “Non è un obiettivo semplice in così poco tempo, ma proprio per questo vogliamo mobilitare tutti coloro che hanno a cuore l'informazione indipendente e il giornalismo d'inchiesta e la tutela della salute, dell'ambiente e il rispetto della legalità”.

“In questi quattro anni da che abbiamo iniziato a girare l'Italia e raccolto le testimonianze di chi davvero si trova a lottare per la propria salute abbiamo capito una cosa importantissima: anche se non si vedono, anche se sono spesso poco messe in luce dai media, ci sono moltissime persone che agiscono per cambiare il corso delle cose, chiedendo alle istituzioni bonifiche, trasparenza, dati” continua Battaglia.

Da qui l'idea di una “narrazione collettiva” che da un lato rappresenti un trait d’union ancora più concreto della necessità di un punto di raccolta di dati ambientali, sanitari, sociali e culturali, ma soprattutto che funga da pungolo per le istituzioni anche per altri contesti. “A partire da questa esperienza pilota – conclude Battaglia - l’intenzione è quella di promuovere un modello indipendente di informazione civica e giornalistica sostenuto dal basso in grado di produrre format diversi: dal video documentario al progetto di data journalism alle mappe partecipate di monitoraggio civico.”

@CristinaDaRold

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Una galassia mostruosa

Ricostruzione pittorica della galassia COSMOS-AzTEC-1. Le osservazioni condotte con ALMA hanno permesso di riconoscere la presenza di un massiccio disco galattico già formato e di almeno due addensamenti di gas al di fuori di esso. La struttura, inoltre, è caratterizzata da uno smisurato ritmo di formazione stellare: il tasso con cui vengono prodotte le stelle in quella primordiale galassia è oltre mille volte quello che caratterizza la nostra Via Lattea. Crediti: National Astronomical Observatory of Japan

Grazie al decisivo apporto delle antenne cilene di ALMA, un team di ricercatori ha ottenuto la più dettagliata mappa di una galassia primordiale mai realizzata finora. La galassia dista 12,4 miliardi di anni luce, dunque la stiamo osservando in un’epoca in cui l’Universo non aveva neppure un miliardo e mezzo di anni. Lo studio ha messo in mostra che ci troviamo in presenza di un oggetto davvero insolito, non solo per la sua struttura, piuttosto complessa per un’epoca così primordiale, ma anche per il forsennato ritmo di produzione stellare che lo caratterizza.