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Alessandro Moretta (1954-2018)

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Il 17 febbraio scorso se ne è andato Alessandro Moretta. Aveva 64 anni e lottava ormai da tempo con la malattia. Lo ricordiamo come amico e fratello, e come grande immunologo votato alla ricerca di base e traslazionale.

Laureatosi a Genova, ha lavorato a Losanna, quindi Brescia e poi ancora a Genova presso l’IST e infine al Centro di Eccellenza per la Ricerca Biomedica (CEBR). Non si può studiare la storia dell’immunologia degli ultimi trent’anni senza incontrare più volte il suo nome come protagonista di scoperte cruciali. Prima la clonazione delle cellule T ha gettato nuova luce sulle malattie infettive e i disturbi immunomediati. Le sue ricerche sulle cellule Natural Killer lo hanno portato a mettere a punto gli anticorpi monoclonali e a fornire le basi per lo sviluppo di terapie innovative delle leucemie attraverso l’ottimizzazione del trapianto di midollo, in modo da impiegare al meglio le cellule immunitarie contro il tumore.

Sarà a breve pubblicato sul numero ora in stampa di Nature immunology un ricordo di Alessandro in cui abbiamo cercato di sintetizzare i principali risultati della sua ricerca di immunologo che qui abbiamo appena accennato.

Oltre alle sue intuizioni scientifiche ci mancheranno ora la sua arguzia e il suo sorriso.


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Ora tocca a Cuba

disegno della bandiera di cuba su muro scrostato

Il presidente degli Stati Uniti ha già annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà Cuba, in un modo o in un altro. L’isola, comunque subisce da 64 anni un embargo feroce che impatta in maniera drammatica sulla salute dei suoi abitanti. L’inasprimento degli ultimi tempi rende difficile mantenere anche quelle capacità di produrre farmaci e vaccini che finora hanno consentito il diritto alla salute. Fino a quando? 

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C’è un’emergenza in corso; dura da tempo e quindi la situazione è gravissima e incerta e c’è sempre qualcuno che cerca di trarne vantaggio, anche in modo indebito. È quanto sta avvenendo a Cuba a opera dei sempre più aggressivi e arroganti Stati Uniti d’America («Sì, prendere Cuba in qualche modo: prenderla o liberarla, penso che posso farci qualunque cosa voglio», ha detto Trump).