fbpx Il Comitato scientifico boccia il metodo Stamina | Page 10 | Scienza in rete

Il Comitato scientifico boccia il metodo Stamina

Read time: 1 min

Il ministro della Salute non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione. E’ quanto si legge dal comunicato diramato in serata dal portavoce del Ministro Beatrice Lorenzin. Ma secondo un’anticipazione dell’agenzia Ansa, il Comitato scientifico chiamato a esprimersi sul metodo Stamina avrebbe espresso parere negativo. Per gli esperti nominati dal ministro, dunque, la metodologia messa a punto da Davide Vannoni non avrebbe consistenza scientifica, mancherebbero le basi per giustificare l’avvio della sperimentazione. Sperimentazione peraltro già autorizzata dal Parlamento con un finanziamento di 3 milioni di euro. Il parere del comitato non è comunque vincolante, ma è ritenuto uno strumento di approfondimento scientifico che viene messo a disposizione del ministro.

"Non mi aspettavo niente di diverso dal Comitato scientifico. Credo che non sia comunque un comitato imparziale, visto che il 70% dei suoi membri si era espresso contro il metodo Stamina prima ancora di essere nominato", ha commentato il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni.

La bocciatura fa seguito a mesi di polemiche e dibattiti. Da un lato molti scienziati si sono pronunciati contro il metodo, accusandolo di mancanza di base scientifica, dall'altro lato le associazioni di malati e familiari a favore della libertà di cura con le staminali hanno invece sostenuto Vannoni.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 

prossimo articolo

Accanto a te. L’ascolto dell’esperienza suicidaria nella pratica clinica

sagoma di testa con cartacce come pensieri cupi

Cosa resta a chi sopravvive al suicidio di una persona cara, e a chi, come i clinici, ne ha seguito la sofferenza da vicino? "Accanto a te" (il Mulino edizioni), di Serena Bruno e Patrizia Velotti, affronta queste domande senza semplificazioni, attraversando storia, neuroscienze e psicodinamica. Al centro, l’ascolto dell’esperienza suicidaria come strumento essenziale per comprendere il rischio e orientare l’intervento terapeutico, tra complessità individuale e responsabilità clinica.

Quando una persona sceglie di togliersi la vita, chi rimane e affronta il lutto per la perdita non può evitare di porsi delle domande. C’era qualcosa che avrei potuto fare? Forse c’era un modo per essere più utile? Ci sono stati dei segnali, delle richieste di aiuto magari, che non ho saputo cogliere? Avrei potuto cambiare il corso degli eventi? Era da tanto che pensava al suicidio?