fbpx Cani e bambini a lezione | Page 40 | Scienza in rete

Cani e bambini a lezione

Read time: 1 min

I cani imparano come i bambini di dieci mesi di età, ma alla fine si fidano più di ciò che vedono che delle parole. József Topál, etologo cognitivo dell'Accademia ungherese delle scienze di Budapest ha sottoposto cani e volpi addomesticate al cosiddetto "test di permanenza dell'oggetto": quando si mostra più volte, sottolineando il gesto con la voce, a un piccolo sotto l'anno di età dove viene nascosto un giocattolo, egli lo continuerà a cercare nello stesso posto anche se in seguito, sotto i suoi occhi, viene messo altrove e se a farlo è un'altra persona. Secondo gli studiosi ciò sarebbe un segno della capacità del piccolo di apprendere dall'adulto concetti basilari sul mondo, indipendentemente dai suoi dati percettivi. L'esperimento di  Topál ha mostrato che anche i cani, diversamente dalle volpi, fino a un certo punto si comportano allo stesso modo. Ma quando cambia la persona che nasconde l'oggetto, il cane non ripete l'errore del bambino, ma cerca il giocattolo dove gli è stato mostrato la seconda volta. In altre parole, secondo gli scienziati, obbedisce agli ordini verbali, ma non crede per questo di aver imparato una verità assoluta sul mondo.

Science 2009; 325: 1269

 

Autori: 
Sezioni: 
ETOLOGIA

prossimo articolo

Padri assenti per legge: cosa perdiamo senza congedi più lunghi

mano paterna e piede di neonato

Congedi sbilanciati tra madri e padri producono effetti che vanno oltre il singolo individuo: incidono sullo sviluppo di bambini e bambine, sull’occupazione femminile e sulla natalità. Il coinvolgimento dei padri, ancora tenuti in disparte, in Italia, dalla cura quotidiana dei figli, genera benefici a cascata che non possiamo continuare a ignorare.

«Miglior sviluppo cognitivo, ma soprattutto socio-relazionale: aumentano le competenze sociali, la capacità di stare con gli altri, di interagire, di costruire relazioni». Ecco quali sono i vantaggi per bambini e bambine che, fin dalla nascita, hanno la possibilità di costruire una solida relazione anche con il loro papà, racconta Alessandro Volta, pediatra neonatologo e membro dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP).