fbpx Cani e bambini a lezione | Page 26 | Scienza in rete

Cani e bambini a lezione

Read time: 1 min

I cani imparano come i bambini di dieci mesi di età, ma alla fine si fidano più di ciò che vedono che delle parole. József Topál, etologo cognitivo dell'Accademia ungherese delle scienze di Budapest ha sottoposto cani e volpi addomesticate al cosiddetto "test di permanenza dell'oggetto": quando si mostra più volte, sottolineando il gesto con la voce, a un piccolo sotto l'anno di età dove viene nascosto un giocattolo, egli lo continuerà a cercare nello stesso posto anche se in seguito, sotto i suoi occhi, viene messo altrove e se a farlo è un'altra persona. Secondo gli studiosi ciò sarebbe un segno della capacità del piccolo di apprendere dall'adulto concetti basilari sul mondo, indipendentemente dai suoi dati percettivi. L'esperimento di  Topál ha mostrato che anche i cani, diversamente dalle volpi, fino a un certo punto si comportano allo stesso modo. Ma quando cambia la persona che nasconde l'oggetto, il cane non ripete l'errore del bambino, ma cerca il giocattolo dove gli è stato mostrato la seconda volta. In altre parole, secondo gli scienziati, obbedisce agli ordini verbali, ma non crede per questo di aver imparato una verità assoluta sul mondo.

Science 2009; 325: 1269

 

Autori: 
Sezioni: 
ETOLOGIA

prossimo articolo

Fotoni come neuroni, una ricerca italiana a cavallo di due Nobel

Una ricerca italiana pubblicata su Physical Review Letters dimostra che circuiti fotonici quantistici si comportano spontaneamente come reti neurali. E apre un varco tra due delle scoperte premiate con il Nobel per la Fisica in anni recenti — proprio mentre Giorgio Parisi, nell'ultimo suo libro, ci invita a cercare le simmetrie che la natura nasconde sotto la superficie apparente delle cose.
Immagine: 
Sistema fotonico per simulare reti neurali, CNR.

Da tempo la fisica teorica trova interessanti punti di contatto fra  sistemi fisici complessi come i magneti disordinati, i vetri di spin, i fluidi turbolenti e ciò che fa il cervello quando recupera un ricordo. Un nuovo studio pubblicato su Physical Review Letters il 18 febbraio 2026 conferma questo suggestivo parallelismo studiando la luce — quella quantistica, fatta di fotoni identici che interferiscono tra loro.