fbpx Silvio Garattini applaudito al Festival di Sarzana | Page 3 | Scienza in rete

Silvio Garattini applaudito al Festival di Sarzana

Read time: 1 min

Silvio Garattini ha tenuto questa mattina il suo intervento come da programma durante l'ultimo giorno del Festival della mente di Sarzana. Il pubblico ha riempito fino all'ultimo posto disponibile la Sala Canale Lunense per ascoltare il Direttore dell'istituto Mario Negri, nonostante le contestazioni di  gruppi di animalisti che anche oggi hanno cercato di ostacolare e boicottare la partecipazione di Garattini, accusandolo di "inciviltà" dopo le provocazioni delle ultime settimane (continuate fino a ieri, alla Festa del Libro di Montereggio).
Silvio Garattini, supportato da un lungo applauso del pubblico, non ha risposto tuttavia alla contestazione in sala, se non aspettando di poter prendere la parola sul tema dell'invecchiamento cerebrale e dello stato dell'arte degli studi sull'Alzheimer, un "termine generale che comprende in realtà diverse malattie".

Garattini, in particolare, ha descritto gli esperimenti grazie ai quali riusciamo a conoscere meglio la malattia, anche attraverso l'uso degli animali in ricerca (incrociando il DNA di topo nel ceppo dell'Alzheimer, per esempio) e i fattori responsabili della perdita di memoria nei pazienti affetti da questa patologia, come gli oligomeri.
Per contrastare l'evoluzione della malattia, i possibili interventi pratici sono una dieta varia e moderata, attività fisica e cercare di stimolare l'attività intellettuale con la curiosità e soprattutto, con l'interazione sociale e la creatività. Silvio Garattini ha sottolineato che proprio quest'ultima è un"atteggiamento della mente che non accetta il vecchio, ma affronta il nuovo senza convinzioni precostituite". 

Prima di rispondere alle domande del pubblico in sala, Garattini ha indicato tre riferimenti da seguire: "Prevedere i bisogni futuri, fare politica di prevenzione e promuovere la ricerca".

Autori: 
Sezioni: 
Eventi

prossimo articolo

Capitalismo, il grande assente nel dibattito sul declassamento del lupo

lupo su sfondo geometrico

Il declassamento del lupo da specie "rigorosamente protetta" a "protetta" in Italia ha riacceso uno scontro noto tra tutela della fauna e difesa delle attività zootecniche. Ma ridurre il conflitto a una questione ecologica o gestionale rischia di oscurarne le radici profonde: predazioni e convivenza si intrecciano infatti con trasformazioni economiche, politiche agricole e crisi delle aree rurali. Il conflitto sul lupo richiede in realtà di ragionare sul modello agroalimentare dominante e immaginare nuove forme di coesistenza tra umani e non-umani.

In Italia, il 2026 si è aperto con uno storico decreto sul declassamento del lupo, da specie «rigorosamente protetta» a «protetta» – come già successo a livello europeo nel 2025. Il cambiamento si basa sulla necessità di gestire il crescente conflitto tra lupi e attività umane, con l'espansione di questo predatore in Italia ed Europa negli ultimi decenni.