New York ha fatto la sua scelta. Dopo aver sperimentato la primavera scorsa la prima ondata della nuova influenza che nella metropoli ha già fatto 54 vittime, il sindaco Michael Bloomberg si è premunito: non appena il vaccino sarà pronto, verrà offerto gratuitamente in tutte le scuole elementari pubbliche e private. Anche i ragazzi delle medie e delle superiori riceveranno il prodotto, sotto forma di iniezione o spray nasale, ma dovranno recarsi in appositi centri vaccinali che verranno aperti in varie parti della città. In Italia, invece, dalla conferenza stampa di ieri pomeriggio al Ministero non emergono novità: sembra confermato che la campagna di immunizzazione dei più giovani comincerà solo a fine gennaio, quando il peggio potrebbe già essere passato.
A New York tocca prima ai bambini
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La quotidianità dell’endometriosi

Per anni è stato liquidato tutto come “normale”: il dolore mestruale, la stanchezza, il disagio. Ma per chi vive con l’endometriosi, quella normalità è una gabbia fatta di sintomi ignorati e diagnosi che arrivano troppo tardi. Tra invalidazione medica, auto-diagnosi e percorsi a ostacoli, le testimonianze raccolte raccontano una realtà ancora poco ascoltata — ma che oggi, finalmente, inizia a emergere.
In copertina: illustrazione di Chiara Simeone (@xenophilius)
Abbiamo sentito parlare di endometriosi. Ma abbiamo mai ascoltato davvero?
«Crampi così forti da non andare a scuola, spossatezza cronica, trascinavo il mio corpo da un luogo all’altro, annebbiamento mentale, rapporti sessuali dolorosi, eppure tutti intorno a me dicevano che in realtà stavo bene». È così che C., 24 anni, racconta la sua esperienza con l’endometriosi prima della diagnosi. «Se i medici ti dicono che non hai nulla, inizi a pensarlo anche tu: prima della diagnosi, non ho mai pensato che quei sintomi fossero ‘anormali’».