fbpx Precari anche nel sesso | Page 9 | Scienza in rete

Precari anche nel sesso

Read time: 1 min

La crisi economica fa male al desiderio sessuale? Sì, in particolare ciò che incide sulla libido è l'incertezza sulle prospettive lavorative. Lo mostra uno studio, il primo nel suo genere, diretto da Gianfranco Domenighetti, dell'Università della Svizzera italiana di Lugano. La ricerca ha sottoposto a un questionario 7.247 impiegati svizzeri indagando, oltre allo status, la professione e gli stili di vita, intorno alla percezione di insicurezza lavorativa ("Ha timore di perdere il suo lavoro attuale?") e al desiderio sessuale ("Nelle ultime due settimane ha provato una diminuzione del suo desiderio sessuale o la sua totale assenza?").

Sia per gli uomini che per le donne si è riscontrata una relazione dose risposta fra la precarietà percepita e la libido, ma solo nella fascia di età compresa fra i 20 e i 49 anni.  L'effetto sembra svanire sopra i cinquanta, età oltre la quale evidentemente comicniano a calare - o ad assestarsi - ansie e desideri.

L'aumento di rischio della svogliatezza fra le coltri in chi teme di perdere il posto è del 53 per cento fra gli uomini e del 47 per cento fra le donne. Ulteriori studi già in programma dovranno chiarire quanto questo dipenda dalla inevitabile depressione che accompagna l'incertezza del futuro professionale, o dal sentimento stesso di incertezza.

Fonte: Swiss Med Wkly 2009;139(33-34):486-492 - www.smw.ch

 

Autori: 
Sezioni: 
Economia

prossimo articolo

Gender equality nella ricerca: c'è ancora il soffitto di cristallo

bilancia in disequilibrio con figure stilizzate di uomo e donna

In occasione della Giornata ONU delle donne e delle ragazze nella scienza, diamo un'occhiata ai dati europei sulla gender equality: ci sono i segnali di progresso nella partecipazione femminile alla ricerca e all’innovazione, ma anche persistenti squilibri strutturali. Per esempio, nonostante l’aumento di donne tra esperti, valutatori e coordinatori di progetto, l’accesso alle posizioni apicali resta limitato, la precarietà contrattuale più diffusa e il carico di cura sproporzionato. 

L’11 febbraio, Giornata ONU dedicata alle ragazze e alle donne nella scienza, offre l’occasione per interrogarsi non solo sulla loro presenza nel settore della ricerca e dell’innovazione (R&I), ma soprattutto sulla qualità di tale presenza: chi avanza di carriera, chi resta ai margini, chi abbandona e perché. Negli ultimi anni l’Unione europea ha fatto dell’uguaglianza di genere una priorità esplicita, integrando la gender dimension nei programmi quadro per la ricerca e promuovendo cambiamenti istituzionali attraverso strumenti come il Gender Equality Plan (Gep).