fbpx Garattini: sigarette più care per sostenere la ricerca | Page 6 | Scienza in rete

Garattini: sigarette più care per sostenere la ricerca

Read time: 2 mins

In occasione della riunione di domani del Consiglio dell’Unione Europea a Strasburgo, che si occuperà anche dell’armonizzazione delle normative riguardanti la lavorazione e la vendita di prodotti del tabacco, Silvio Garattini, Direttore dell’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, ricorda che in Italia il costo di un pacchetto di sigarette è circa la metà di quello di Paesi come la Gran Bretagna.

 “Se il prezzo del pacchetto di sigarette passasse dagli attuali circa 4 euro a 6 euro - sostiene il Direttore dell’Istituto Mario Negri -, destinando il 10% dell’aumento alla ricerca biomedica, si potrebbe recuperare facilmente un miliardo di euro a sostegno della ricerca e creare in tal modo 6.000 posti di lavoro e formare 12.000 nuovi ricercatori, oltre a ridurre il consumo di tabacco che resta la causa prima dei tumori al polmone e di altre malattie respiratorie”.

La ricerca scientifica italiana - aggiunge Silvio Garattini - perde continuamente colpi e regredisce nelle graduatorie internazionali, pur avendo ricercatori in grado di competere anche in campo biomedico con i migliori gruppi del mondo. Continuiamo a perdere giovani e meno giovani che per poter sviluppare aspirazioni e progetti sono obbligati a emigrare in Paesi dove la ricerca è considerata una risorsa. In questo modo si perdono ricercatori, la cui formazione ha comportato un costo significativo per la comunità nazionale. E si regalano competenze a Paesi che sono in competizione con l'Italia”.

Ufficio Stampa IRCCS  

Autori: 
Sezioni: 
Politica della ricerca

prossimo articolo

Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.