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Quando il computer riconosce la nostra personalità

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Il riconoscimento automatico della personalità di un individuo da un suo testo scritto è una sfida che ha iniziato ad appassionare la comunità scientifica solo di recente, a partire dai primi pionieristici tentativi dopo l’esplosione del fenomeno dei blog. Sotto i riflettori da un paio d’anni sono invece i social media, come twitter e facebook, che costituiscono un’enorme risorsa di dati e di informazioni di ogni tipo sugli utenti che li utilizzano in tutto il mondo (circa l’86% degli adulti sul web, secondo l’istituto privato di studi politici, economici e sociali americano Pew Research Center). La sola comunità di Facebook costituisce la terza nazione al mondo, dopo Cina e India.

Le analisi che si possono compiere sui testi estratti dal web riguardano la personalità degli autori che li hanno redatti. Possono essere utili in ambito forense, per la rilevazione delle menzogne, ma anche in psicologia e per chi studia le strategie di diffusione di un prodotto o di un’idea tramite il passaparola virtuale, il cosiddetto “marketing virale”.

«Studiando le interazioni su Twitter, abbiamo rilevato che gli utenti emotivamente stabili hanno interazioni forti, nel nostro caso conversazioni, con una cerchia ristretta di utenti; invece, gli utenti classificati come nevrotici tendono ad avere interazioni deboli, cioè che spesso non ricevono risposta, e cercano di conversare con utenti più lontani nella rete, come se non riuscissero a stabilizzare

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Insetti nel piatto: oltre la barriera del disgusto

piatto con insetti

Tra norme sui novel food, pregiudizi culturali e reazioni di disgusto, gli insetti commestibili restano in Europa un cibo “impossibile”, nonostante siano una risorsa alimentare per miliardi di persone e una promessa per la sostenibilità. Un nuovo programma di ricerca italiano mostra però che informare non basta: per cambiare davvero ciò che mettiamo nel piatto bisogna agire sulle emozioni, sulle aspettative e sui modelli sociali che guidano le nostre scelte. Ce lo racconta il team che ha guidato il progetto, i risultati del quale saranno presentati in un incontro pubblico il prossimo venerdì a Milano.

La transizione ecologica passa anche dai cambiamenti nelle abitudini alimentari, ma queste restano spesso intrappolate tra pregiudizi culturali e tecnicismi legislativi. In Europa, dal punto di vista normativo il confine è netto: ogni alimento privo di una storia di consumo significativo prima del 15 maggio 1997 è considerato novel food e soggetto a rigorose autorizzazioni.