fbpx Altinum, antenato di Venezia | Scienza in rete

Altinum, antenato di Venezia

Read time: 2 mins

Impossibile anche solo immaginare che sotto quella distesa di campi appena più a nord dell'aeroporto di Venezia si nascondano le vestigia di una gloriosa città dell'antichità. Ma l'indagine aerea compiuta nel luglio 2007 non lascia il minimo dubbio: Altinum è proprio lì sotto, con il suo anfiteatro, il foro, le mura e una complessa rete di canali. La ricerca, opera di un team del Dipartimento di Geografia dell'Università di Padova composto da Andrea Ninfo, Alessandro Fontana, Paolo Mozzi e Francesco Ferrarese, è appena stata pubblicata sulle pagine di Science.

Esaminando i campi nell'infrarosso in occasione di un periodo di particolare siccità, i ricercatori hanno potuto cogliere differenti sfumature dovute al diverso grado di maturazione delle coltivazioni. In corrispondenza degli edifici nel sottosuolo, cioè, le piante mostravano evidenti segni di minore disponibilità d'acqua e la loro collocazione tracciava nelle immagini la mappa degli edifici sottostanti.

Le origini di Altinum si perdono nell'età del bronzo e prima di diventare parte dell'impero romano la città esercitò il suo dominio sull'intera regione. Una città potente, come testimonia anche Strabone, ma evidentemente poco difendibile, tanto che al sopraggiungere delle orde barbariche venne abbandonata in tutta fretta dai suoi abitanti che si rifugiarono in Laguna. Quasi con altrettanta rapidità, poi, se ne perse ogni memoria.

Ma ora sappiamo dove cercarla. Sempre ammesso che ci siano i fondi per farlo...

Fonte: Science 

Autori: 
Sezioni: 
Archeologia

prossimo articolo

Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Ulisse e le sirene

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive 

Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.