fbpx L'automobilista si sbaglia | Page 9 | Scienza in rete

L'automobilista si sbaglia

Read time: 1 min

Chi guida sottovaluta la sonnolenza che incombe. Lo ha dimostrato un gruppo di studio della Daimler, in Germania, guidato da Eike Schmidt, che ha eseguito un test su volontari invitati a guidare per quattro ore su un'autostrada, senza qualcuno con cui parlare né radio da ascoltare, affinché il viaggio risultasse più noioso. Ogni venti minuti i ricercatori chiedevano a chi era alla guida di quantificare il suo stato di veglia, confrontando la risposta ricevuta con i dati oggettivi ricevuti dalla misurazione della frequenza cardiaca e delle onde cerebrali e dalla rapidità con cui il guidatore rispondeva, premendo un bottone col pollice, a un suono prestabilito. Nel corso dell'esperimento la vigilanza è andata diminuendo: nell'ultima delle quattro ore del viaggio, sebbene gli automobilisti si dichiarassero ancora perfettamente svegli, gli strumenti svelavano che non era così. Un sistema installato sulle auto, a questo punto, potrebbe segnalare la necessità di una sosta.

 Acc Analysis & Prev doi:10.1016/j.aap.2009.06.007 

 

 

Autori: 
Sezioni: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Come cominciano i terremoti

faglia di terremoto

Analizzando i primi secondi delle onde P, le prime a essere registrate dai sismometri durante un terremoto, un gruppo di ricercatori ha mostrato che è possibile stimare la magnitudo del terremoto. Il loro risultato si aggiunge al lungo dibattito sulla natura deterministica dei fenomeni di rottura all’origine dei terremoti e dunque sulla loro prevedibilità e ha implicazioni per i sistemi di allerta sismica precoce.

Nell'immagine due geologi dell'USGS misurano una rottura di faglia causata dai terremoti di Ridgecrest in California nel 2019. Foto di Ben Brooks/USGS (CC0).

È possibile prevedere la magnitudo di un terremoto osservando le onde sismiche nei loro primissimi istanti? Gli scienziati dibattono da decenni intorno a questa domanda, che è centrale per la progettazione dei sistemi di allerta sismica precoce.

Uno studio pubblicato recentemente da un gruppo di sismologi dell'Università di Napoli Federico II mostra che è possibile, analizzando circa 7000 onde sismiche relative a 200 terremoti avvenuti in tutto il mondo con magnitudo tra 4 e 9.