fbpx C’è ancora bisogno dei vaccini? | Scienza in rete

C’è ancora bisogno dei vaccini?

Primary tabs

Read time: 2 mins

Proseguono gli incontri di Dialoghi della Scienza, organizzati da Sardegna Ricerche e dall’Assessorato regionale della Programmazione. Un ciclo di eventi di divulgazione senza lavagne né cattedre per facilitare il dialogo tra cittadini e mondo della scienza.

Giovedì 16 maggio 2013, a partire dalle ore 18:00, il THotel di Cagliari ospiterà la conferenza dal titolo “C’è ancora bisogno dei vaccini?” I vaccini rappresentano un’arma fondamentale contro malattie dagli effetti un tempo catastrofici e in più di cento anni hanno salvato miliardi di vite. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha diffuso alcuni dati significativi: ogni anno nel mondo muoiono oltre 1,5 milioni di bambini per malattie che si sarebbero potute prevenire con un vaccino. Oggi per l’AIDS e la malaria non esistono, ancora, vaccinazioni efficaci, mentre a causa della globalizzazione i virus si diffondono sempre più rapidamente. Inoltre molti vaccini non sono più in grado di garantire la copertura di ampie fasce di popolazione. Per questo gli scienziati lavorano con le biotecnologie e gli studi sul genoma per mettere a punto soluzioni più efficaci.

All’incontro prenderà parte Rino Rappuoli, Direttore della ricerca della Novartis Vaccines & Diagnostics e tra i maggiori esperti mondiali sul tema dei vaccini, che insieme ad Elisabetta Tola, microbiologa e giornalista scientifica, affronteranno le problematiche connesse allo sviluppo e alla diffusione delle vaccinazioni ma anche i pregiudizi che esistono sul loro utilizzo.

La partecipazione è libera e gratuita. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web di Sardegna Ricerche

Autori: 
Sezioni: 
Conferenza

prossimo articolo

Non vaccinati e invisibili: la lezione del caso di difterite a Palermo

Corynebacterium diphtheriae

Il caso di difterite a Palermo, con la morte di una bimba di 4 anni non vaccinata, porta alla luce una realtà critica: l'eliminazione della malattia, ottenuta con i vaccini, non equivale alla scomparsa del batterio. Senza un'anagrafe vaccinale accessibile e dati aggiornati sulla circolazione dei patogeni, il sistema fatica a intercettare chi resta esposto, e la sorveglianza rischia di restare un esercizio formale invece che uno strumento di prevenzione reale.
Nella foto: batteri Gram-positivi di Corynebacterium diphtheriae, Photo Credit: Public domain, via Wikimedia Commons
 

La cronaca sul tragico caso di difterite in una bambina a Palermo ci ripropone il rischio di infezioni ritenute ormai improbabili e raramente considerate nelle diagnosi differenziali. La difterite è una malattia infettiva acuta, respiratoria, potenzialmente fatale, causata dalla tossina prodotta da alcuni ceppi (detti appunto tossinogenici) appartenenti alla specie Corynebacterium diphtheriae, ma quasi nessun medico attualmente in servizio in Italia ha mai avuto esperienza di questa malattia.