L’accusa lanciata a “Porta a porta” dal pediatra Leonardo Pinelli, vicepresidente della Società scientifica nutrizione vegetariana, in effetti era pesante: nel corso di una trasmissione di metà dicembre aveva affermato che “in una zona d’Italia”, subito ricondotta al Trentino, si producono mele utilizzando fino a 36 diversi trattamenti a base di pesticidi, ognuno dei quali sarebbe consentito, usato uno per uno, ma che nell’insieme sarebbero responsabili di un aumento delle leucemie infantili nella zona. Le reazioni non si sono fatte aspettare: l’allora presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, telefonò in diretta smentendo le affermazioni del pediatra. Il quale è stato anche denunciato per diffamazione dall’APOT, l’associazione consorziale produttori ortofrutticoli trentini, che ha chiamato in causa i sistemi di monitoraggio e controllo messi in campo da diversi anni, dai quali non sembra emergere nessuna prova a sostegno di questa accusa. Così come non risultino studi a sostegno delle accuse, né in riferimento al numero di pesticidi usati, né sul presunto aumento dei casi di leucemia. L’avvocato dell’associazione si è opposto quindi anche alla richiesta di archiviazione del caso. In attesa della decisione del giudice, la lotta delle mele continua.
Sulle mele volano querele
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Silvia, Carmela, Sophie e Rossella: Milano porta in scena la gestazione per altri

M(Other): a teatro il racconto della Gestazione Per Altri come relazione tra individui fondata su scelte e responsabilità condivise, lontana da stereotipi e moralismi. Al centro, il valore dell’ascolto di chi questa esperienza la vive.
Nella foto: Rossella Fava nei panni di Carmela, gestante per altri.
C’è un piccolo teatro, in una piccola via della periferia nord di Milano, che ha scelto di fare qualcosa di grande. Tra il 12 e il 22 febbraio 2026, il Teatro della Cooperativa di Niguarda ha portato in scena M(Other), lo spettacolo di Rossella Fava dedicato alla Gestazione Per Altri (GPA). Renato Sarti, attore, regista e fondatore dell'associazione culturale che gestisce il teatro, ha detto di sì a un progetto a cui Fava si dedicava dal 2019, quando si era imbattuta nel tema quasi per caso.