Sono stati circa 200 i partecipanti che hanno
riempito l’aula dell’Università Bocconi a Milano per l’incontro organizzato dal
Gruppo 2003 per la ricerca, “Prendere le decisioni o subire le decisioni”.
Oltre ai presenti, che hanno partecipato al dibattito con domande
dirette ai relatori (Guido Tabellini, Giorgio Parisi e Giacomo Rizzolatti,
moderati da Giovanni Dosi), i lettori di Scienzainrete hanno potuto seguire a
distanza il convegno, grazie alla diretta streaming, ora disponibile in versione
intergale nella rubrica del sito dedicata.
Nella puntata del 23 aprile, anche Radio3Scienza ha dedicato uno spazio all’evento,
ospitando dai suoi microfoni Giacomo Rizzolatti, neuroscienziato dell’Università
di Parma, che ha raccontato il suo punto di vista sul tema della libertà di
scelta, aintroducendo il suo intervento del pomeriggio.
Qui è possibile riascoltare il podcast della puntata.
IncontriScienza: disponibili audio e video del 23 aprile
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L’economia europea ha un centro di gravità?

Le guerre non colpiscono tutte allo stesso modo l’economia globale: molto dipende da dove esplodono. Un nuovo studio applica al commercio internazionale un modello ispirato alla fisica, interpretando i mercati europei come un vero e proprio “campo gravitazionale”. Le simulazioni mostrano che i conflitti localizzati nei nodi centrali delle reti produttive e commerciali europee — dal nord Italia al Benelux — possono generare effetti destabilizzanti molto più ampi rispetto a guerre periferiche. E propone quindi un approccio interdisciplinare che aiuta a leggere il legame sempre più stretto tra geopolitica, interdipendenza economica e stabilità del continente.
Le guerre e le tensioni geopolitiche non colpiscono tutti i mercati allo stesso modo. Alcuni conflitti producono effetti economici limitati, mentre altri possono destabilizzare intere aree commerciali. Un recente studio che abbiamo pubblicato su Conflict Resolution Quarterly propone un modello interdisciplinare tra economia e fisica che interpreta i mercati internazionali come «campi gravitazionali».