fbpx Appello di Garattini a difesa della sperimentazione animale | Scienza in rete

Appello di Garattini a difesa della sperimentazione animale

Read time: 2 mins

L’aggressività di una parte dei dei movimenti animalisti – scrive in un appello Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ -, che ha avuto un’altra manifestazione nell’assalto e nella devastazione degli stabulari dell’Istituto di Farmacologia dell’Università di Milano, rende necessaria una forte presa di posizione da parte delle istituzioni scientifiche che operano in campo biomedico.

Non è tollerabile che il nostro lavoro possa essere vanificato da persone che operano come se non esistessero le leggi e compiano reati che rischiano di rimanere impuniti. La sperimentazione animale è ancora necessaria se si vogliono realizzare progressi nella terapia delle malattie, progressi che sono attesi dai tanti ammalati ancora privi di cure. La propaganda delle cosiddette sperimentazioni alternative sono una falsità perché cellule in vitro non sostituiscono la complessità del più semplice degli organismi viventi: esse rappresentano tecniche complementari che sono già praticate in tutti i nostri laboratori. Lavoriamo seguendo le leggi e per un fine che non è solo la conoscenza, ma il desiderio di giovare a chi soffre. Non possiamo accettare che chi calpesta il diritto di ricerca venga lasciato in libera circolazione e ci auguriamo che le organizzazioni che si occupano del benessere degli animali non siano complici e facciano sentire la loro voce contro la violenza.

Chiediamo a chi garantisce l’ordine pubblico di prevenire e di contrastare ogni attentato  alla sicurezza dei ricercatori e di operare per la protezione del loro lavoro”.

Ufficio Stampa Mario Negri - IRCCS

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Gloriosa in battaglia: vivere nello spettro della divergenza

screenshot dal film The wodereres

Una giovane con una grave disabilità, una famiglia che le gravita attorno, imparando momento dopo momento come orientarsi e modificare lo sguardo sul mondo per accoglierla. "The wonderers", il film di Joséphine Japy presentato a Cannes lo scorso anno, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile al Milano film festival. 

In copertina: screenshot dal film “The wodereres" (2025)

Mettere in scena senza catarsi, lezioni morali o rivendicazioni per diritti negati; raccontare la consistenza della vita com’è con e per un figlio o una figlia, un fratello o una sorella neurodivergente non è impresa semplice. Il docufilm forse favorisce registi e attori, ma cimentarsi in un lungometraggio implica maestria, sensibilità e un vissuto sinora visti raramente sullo schermo. Vivere nello spettro della divergenza è un modo diverso di percepire il mondo.