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Cern: un altro italiano alla guida di CMS

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Dopo Guido Tonelli, che ha rivestito questa carica fino a tutto il 2011, un altro fisico italiano, Tiziano Camporesi è stato eletto coordinatore internazionale dell’esperimento CMS (Compact Muon Solenoid), uno dei quattro grandi esperimenti dell'acceleratore Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. CMS e ATLAS sono gli esperimenti che hanno identificato il bosone di Higgs. Camporesi, che dal 2012 riveste il ruolo di vice-coordinatore dell’esperimento, entrerà in carica nel gennaio 2014 sostituendo l’attuale spokesperson, lo statunitense Joe Incandela.

Camporesi è uno dei tanti esempi della qualità della scuola italiana di fisica. Nato a Cotignola, in provincia di Ravenna, ha studiato a Bologna dove si è laureato nel 1981 con una tesi sperimentale al Cern. Nel 1984 grazie a una borsa di post-dottorato per gli USA ha collaborato con l’esperimento Mac allo Stanford Linear Accelerator Center in California. Nel 1986, tornato in Europa con una fellowship del Cern ha fatto parte dell’esperimento DELPHI all’acceleratore Lep dove ha ricoperto vari ruoli di responsabilità fino a esserne eletto coordinatore nel 1998. Dal 1990 lavora come ricercatore al Cern.
Nel 2001 si è unito alla collaborazione CMS dove ha ricoperto ruoli di responsabilità in vari progetti (calorimetro adronico in avanti, calorimetro elettromagnetico) per poi coordinare la fase di preparazione e i primi due anni di presa dati a Lhc.
È autore o coautore di più di 500 articoli pubblicati su riviste internazionali e membro di vari comitati scientifici internazionali.

“Mi congratulo sia personalmente che a nome dell’INFN con Tiziano per l’importante riconoscimento che questa nomina rappresenta – ha commentato il vice presidente dell’INFN Antonio Masiero – E’ un incarico di grande responsabilità in una fase importante e delicata del lavoro in corso in CMS. Si tratta di un nuovo, importante riconoscimento per quanto la fisica italiana fa in questo campo sia a livello di formazione che di attività di ricerca in ambito internazionale. Tanto più quando questo avviene al CERN, laboratorio che sentiamo anche come “nostro” centro di ricerca di punta nel campo della fisica delle alte energie”

Ufficio Stampa INFN

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i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.